Il Tirreno

Pontedera

Lo sportello sos imprenditori chiuso per mancanza di fondi

di Francesca Suggi
Lo sportello sos imprenditori chiuso per mancanza di fondi

Grande rammarico del presidente Cna Zavanella che lo scorso anno aveva lanciato il servizio «Telefonate da tutta Italia, a noi tante pacche sulle spalle ma il progetto è arenato in Regione»

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PONTEDERA. Tante pacche sulle spalle, strette di mano e un sacco di complimenti e parole. Ma solo un piccolo contributo viene versato per mantenere in vita fino al dicembre scorso un progetto che è riuscito in pochi mesi a dare sostegno a quasi ottanta persone. Finisce, così, miseramente la parabola dello sportello Sos imprenditori, un’iniziativa messa in piedi lo scorso anno dalla Cna della provincia di Pisa. Un tentativo di rispondere alle crescenti difficoltà delle tante aziende in crisi, un modello per la Toscana, accolto al tempo da un grande tam tam a livello nazionale. «Quando siamo partiti abbiamo avuto una risposta forte da tutta Italia, con imprenditori che ci hanno chiamato da fuori regione, oggi, nostro malgrado, ci siamo dovuti arrendere per la mancanza di fondi», commenta con l’amaro in bocca il presidente dell’associazione, Andrea Zavanella. Il pronto soccorso psicologico per i titolari di società in crisi piace: l’obiettivo è quello di dare supporto e sostegno alle persone che stanno vivendo un periodo di grandi disagi e scongiurare, eventuali, gesti estremi. Troppo spesso di attualità. Un numero telefonico a cui rivolgersi, due sportelli a disposizione, uno su Pisa e l’altro su Pontedera e due psicologhe del lavoro incaricate di pendere in carico i casi. Dall’aprile scorso a fine anno sono un’ottantina gli imprenditori assistiti. Un’assistenza a cui, però, deve far seguito un percorso di natura sanitaria. Ed è qui che il progetto si arena.

«L’idea era quella di mettere in piedi qualcosa in più rispetto ai normali servizi di un’associazione di categoria, ma quando abbiamo visto che serviva una seconda fase di consulenza sanitaria tutto si è fermato», continua. In soldoni la Cna, in tandem con la Società della Salute fanno una revisione del progetto iniziale, garantendo anche un servizio sanitario a integrazione. «La Sds ha dato la sua disponibilità a seguire il progetto, se però riuscivamo a reperire fondi».

Ecco che il nuovo progetto viene presentato in Regione, per partecipare al bando di inclusione sociale e reperire i soldi necessari. La risposta non è delle migliori: progetto ammissibile ma non finanziabile.

«Il solo ente che ci ha dato un contributo è la Camera di Commercio di Pisa, fondi con cui siamo riusciti a dare un rimborso spese alle due psicologhe, per il resto i problemi che queste due professioniste si trovano ad affrontare hanno bisogno di un percorso più lungo e complesso che da soli, come Cna, non possiamo garantire». Da qui la decisione, sofferta, di mettere il progetto in stand by.

«L’amarezza è tanta – prosegue Zavanella – I fatti di cronaca dimostrano come uno sportello del genere sia prezioso, pensi sempre che qualche gesto di disperazione possa capitare a un tuo associato e ti chiedi se puoi fare qualcosa – e chiude – Noi avevamo messo in piedi un servizio sicuramente utile e di grande valore sociale, almeno ci abbiamo provato, e vedere che non ha ricevuto alcun finanziamento fa molto male».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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