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Aziende a San Quirico tra disagi e pochi servizi

di Francesca Suggi
Aziende a San Quirico tra disagi e pochi servizi

VOLTERRA. Un piccolo, grande esercito di imprenditori. Artigiani, manifatturieri, alabastrai, meccanici costretti, da sempre, a lavorare in stile “survivors”. Con una telefonia fissa che funziona...

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VOLTERRA. Un piccolo, grande esercito di imprenditori. Artigiani, manifatturieri, alabastrai, meccanici costretti, da sempre, a lavorare in stile “survivors”. Con una telefonia fissa che funziona a singhiozzo, quella mobile che non prende, la connessione veloce un miraggio e neppure un cartello ad indicare l’unica area industriale di Volterra. Qui Pip di San Quirico: loro sono i 23 titolari di aziende che operano «in una zona disgraziata, ma questo non basta per giustificare l’assenza totale di attenzione e sviluppo in cui viviamo da anni», sottolinea Roberto Casini, portavoce Cna Volterra , al timone di Alabastri Ducceschi. Lui, insieme ad altri colleghi e a Maurizio Bandecchi, rappresentante Cna, incontrano il sindaco di Volterra, Marco Buselli. Ancora una volta per reclamare visibilità. Perché la sfilza dei “non va” è lunga: oltre ad una comunicazione da era primitiva, si somma una scarsa cura del verde, cassonetti che mancano, una cabina Enel vecchia e sottodimensionata che causa problemi alla produzione. E ancora una viabilità, la provinciale 439 fatta di strozzature e dissesti. «Tra le cose che abbiamo fatto presente al sindaco – dice Bandecchi – abbiamo chiesto un’attenzione particolare alle tariffe di Imu e Tares: per quest’ultima abbiamo sottolineato che può essere differenziata con una scontistica sulla tariffa di base che parte dalla quantità di rifiuti prodotti, dal momento che qua ci sono ditte che lavorano e spendono già per smaltire rifiuti speciali». No al salasso: si aggiunge al coro anche Casini. «Di queste questioni ne parliamo da anni: saremo anche in una zona disgraziata, ma siamo imprenditori che hanno diritto di lavorare in condizioni idonee». Il sindaco si è mostrato comprensivo e si è preso l’impegno di valutare insieme alla Fondazione Crv un sistema ponte per agevolare la connessione veloce nella zona.

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