Il Tirreno

Pontedera

Eredita una villa di 19 vani ma tiene la casa popolare

di Emilio Chiorazzo
Eredita una villa di 19 vani ma tiene la casa popolare

Per 2 anni un cinquantenne ha cercato di non lasciare l’alloggio in via Fantozzi Ieri mattina lo sfratto: il Comune si è presentato con la forza pubblica

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PONTEDERA. La villa? Meglio la casa popolare. Anzi, entrambe. È quel che deve aver pensato l’assegnatario di una casa dell’Apes in via Fantozzi che, nonostante avesse ereditato - da quasi due anni – una villa con 19 vani, in uno dei quartieri più residenziali della città, si è ostinato a restare nell’alloggio che aveva ricevuto dal Comune. Fino a che non è stato sfrattato con l’aiuto della forza pubblica.

Lo sfratto è stato eseguito ieri mattina: all’ingresso di via Fantozzi si sono presentati gli agenti della polizia municipale e gli addetti dell’ufficio manutenzioni del Comune di Pontedera.

La storia. L’assegnatario dell’alloggio - un uomo di 50anni, dipendente di un ente pubblico, che viveva con la compagna e due figli - nel giugno 2011 aveva ricevuto in eredità una villa di 19 vani più un resede alle porte di Pontedera, nel quartiere Bellaria.

La legge che disciplina l’edilizia residenziale pubblica impedisce a chi detiene un alloggio popolare di possedere contemporaneamente un’abitazione congrua alle proprie esigenze. Nonostante i tentativi bonari di ritornare in possesso dell’alloggio, per l’amministrazione comunale non è stata facile.

L’uomo ha presentato un ricorso dietro l’altro. Si è rivolto anche al Tar, il tribunale amministrativo regionale. E malgrado quei ricorsi fossero stati tutti puntualmente persi dagli inquilini per resistere al provvedimento di decadenza è stato necessario l’intervento della Forza pubblica per sanare l’anomalia.

La situazione delle case popolari. «In quest’ultimo anno abbiamo recuperato in modo forzoso ben cinque alloggi.

Così Marco Cecchi, assessore alle politiche abitative del Comune di Pontedera racconta le anomalie che ruotano intorno alle case popolari.

«Molto spesso – dice l’amministratore comunale – attorno al mondo delle case popolari crescono luoghi comuni che, per l’esperienza fatta in questi anni, tanto più sono infondati tanto più circolano come verità rivelate. In realtà i controlli sugli inquilini, sui loro redditi e sulle loro proprietà sono serrati ed il confronto con chi sgarra, pur non essendo facile, fa parte dell’attività quotidiana svolta da Apes e dall’Ufficio Casa. Se avessimo tollerato un caso esemplare come quello di via Fantozzi non avremmo più avuto la faccia per andare a chiedere l’affitto a tutti gli altri 800 nuclei familiari che vivono nelle case popolari di Pontedera. Ecco, piuttosto che subire una ingiustizia simile mi sarei dimesso io».

Pochi euro d’affitto al mese. L’uomo, quando fece domanda - molti anni fa - aveva tutti i requisiti per ottenere la casa popolare.

Per l’alloggio di via Fantozzi, in virtù del fatto che aveva un reddito, pagava un canone d’affitto intorno ai cento euro al mese.

Ereditata la villa, pochi mesi dopo il cinquantenne ha cambiato residenza, intestando l'alloggio popolare alla convivente. In questo caso, per l’assenza di redditi, il canone d’affitto scende notevolmente: dodici euro al mese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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