Il presidio
Iniziati i lavori per raddrizzare il campanile
Ponsacco: nuovo appello del parroco don Renzo Nencioni, perché i soldi raccolti non basteranno
PONSACCO. Il cantiere è attivo da qualche giorno e il campanile della chiesa di San Giovanni Evangelista è recintato, perché sono in moto mezzi per il consolidamento della base della torre campanaria. Verranno installati 6 micro-pali provvisori di cemento armato e dopo un monitoraggio saranno fissati nella base del terreno 60 micro-pali di cemento definitivi per fermare l’inclinazione, perché il campanile pende un po’. Sono in fase di installazione anche piccole telecamere sul campanile e in piazza San Giovanni, di fronte alla chiesa, per sorvegliare la torre campanaria e ogni sua possibile inclinazione. L’osservazione e il monitoraggio del campanile proseguiranno anche negli anni successivi al restauro, per osservare ogni minima vaziazione.
Entro l’estate i lavori di consolidamento della base saranno terminati ad opera della ditta “Scardigli-Delta Perforazioni” di San Miniato. Il restauro conservativo del campanile avverrà entro l’anno ad opera della ditta Mazzei di Ponsacco, che provvederà a riparare gli intonaci e i cornicioni, malmessi anche per le infiltrazioni di acqua, il tempo, la polvere. In questa fase di restauro della facciata, il campanile verrà come ingabbiato per permettere agli operai di lavorare al meglio. I direttori dei lavori sono l’architetto Claudio Salvadori e ingegner Leonardo Mattolini di Ponsacco. La spesa complessiva di messa a norma del campanile ammonta a 450mila euro circa. Le varie associazioni locali ponsacchine si stanno adoperando tutte per raccogliere fondi pro- restauro campanile, e alcune sono riuscite a raccogliere buone cifre, ma ancora non basta.
«Occorrerà continuare a impegnarci tutti insieme – ha commentato don Renzo Nencioni, parroco di Ponsacco – e gli sponsor che si faranno avanti saranno ben accetti. Abbiamo avuto 150mila euro dalla Cei, distribuiti in due tranche: metà a inizio lavori e l’altra meta alla fine. Ma non sono sufficienti. Abbiamo contattato anche alcuni istituti bancari che ci hanno dimostrato la loro solidarietà, ma noi confidiamo anche nella loro generosità».
Elena Iacoponi
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