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A tartufi in sella alla Vespa in Valdera da tutta Italia

A tartufi in sella alla Vespa in Valdera da tutta Italia

PONTEDERA. «Abbiamo saputo di queste gite in Vespa grazie a Facebook. Colline pisane, scooter d’epoca e caccia al tartufo. Ci siamo iscritti al volo». Ester e suo marito Giorgio, per partecipare al...

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PONTEDERA. «Abbiamo saputo di queste gite in Vespa grazie a Facebook. Colline pisane, scooter d’epoca e caccia al tartufo. Ci siamo iscritti al volo». Ester e suo marito Giorgio, per partecipare al gran debutto di “Valdera in Vespa”, sabato scorso, sono appositamente arrivati dalla Campania (Benevento). Dalla Lombardia invece giungevano Francesco, fratello di Ester, e sua moglie Alba, anche loro di Benevento, «però da anni viviamo a Milano». Nord e sud che s’incontrano al centro. A Pontedera, davanti la “Fiocco Rosso Viaggi”, indispensabile collaboratrice per la pianificazione degli itinerari che i fratelli Fiore, Andrea e Vanessa, anime della neonata agenzia di promozione turistica, inventano attorno alle attrattive della zona che alla Vespa dette i natali.

«Marzo è perfetto per il tartufo», dice Vanessa. «Da qui l’idea di coinvolgere Cristiano per un’uscita nei boschi di Forcoli». Cristiano è Cristiano Savini, della “Savini Tartufi”. «Lui e Giotto, uno dei suoi cani più bravi, ci faranno da guida». Prima di addentrarsi nei boschi, un giro al Museo Piaggio, per una visita alla collezione. Poi su, verso Villa Saletta, per una capatina “Dar Giannini”, dove il gruppo fa incetta di cantuccini da regalare a amici e parenti. Poi ancora giù, appuntamento chez Savini: foto di rito all’interno della sala degustazione, dove fa bella mostra di sé la Faro Basso che fu di nonno Zelindo, fondatore della ditta e grande appassionato di Vespe (un amore ricambiato: questo esemplare dei primi anni Cinquanta lo aiutò a scalare l’olimpo dei tartufai); carezze e coccole a Giotto, meticcio dai morbidi riccioli bianchi. Non è difficile capire perché l'hanno chiamato così: è un genio. Correndo, fiutando, al momento buono scavando come una ruspa (il suo primo nome) dentro al “Boscone” di Forcoli, in pochi minuti trova il primo “bianchetto”. Non solo. Si accoccola accanto alla buca e indica l’ambita preda con la zampa, aspettando la ricompensa (un biscottino a forma di osso a cui fa feste da non credere).

Andrea Lanini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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