Il Tirreno

Pontedera

l’autore del libro

Sperava in Pertini, il partigiano che sapeva cosa vuol dire soffrire

di Paolo Falconi
Sperava in Pertini, il partigiano che sapeva cosa vuol dire soffrire

di Paolo Falconi Non avevo mai incontrato Ugo prima del 1986 eppure ne avevo sentito parlare da tanti per quel fatto del 1947 che si rivelò come un marchio indelebile nel suo cuore e nella sua vita....

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di Paolo Falconi

Non avevo mai incontrato Ugo prima del 1986 eppure ne avevo sentito parlare da tanti per quel fatto del 1947 che si rivelò come un marchio indelebile nel suo cuore e nella sua vita. L’andai a trovare per poter scrivere il libro “La bella Elvira” e lui mi accolse in punta di piedi offrendomi un po’ della grappa da lui stesso prodotta e con una serie di pugni sul tavolo perché ricordando quelle cose gli faceva male. Quel delitto che per i più fu un fatto di cui parlare per lui fu invece un motivo per vivere e gridare con forza la sua innocenza. Lo incontrai per dare voce alla sua voce, per ampliare la sua rabbia e far capire che lui l’Elvira, la bella Elvira, l’aveva solo amata e mai avrebbe pensato a tranciarle la gola.

«Gelosia? Ma quale gelosia? – mi diceva con la forza tipica di un ex contadino toscano del dopoguerra, infarcita di qualche bestemmia bonaria – io l’amavo davvero, l’avrei sposata e non pensavo ad altro. Dai su, diceva rivolto a me, guardiamo se con il presidente della Repubblica Pertini (a quei tempi in carica) si riesce a riaprire il caso: io non posso morire con questo assillo. Io con il dubbio dell’assoluzione per insufficienza di prove non ci sto. Io sono innocente e voglio l’assoluzione piena. Io non c’entro nulla. Lui, Pertini, è stato partigiano e sa quanto si soffre in una situazione del genere, mi aiuterà senza dubbio».

Questo era Ugo, buono, affabile, pulito, buon marito e buon padre, che si infiammava solo al ricordo di quei tragici fatti che lo hanno erroneamente coinvolto. Ora Ugo riposa in pace davvero. Ora incontrerai la tua Elvira, l’abbraccerai e le dirai quello che lei sa già da quel tragico pomeriggio del Corpus Domini. Le dirai che il carnefice è un altro e non sei tu, splendido uomo, semplice quanto onesto. Quello che la giustizia umana non è riuscita a fare ci pensi ora la giustizia divina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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