Carismi, ora i sindacati mettono i vertici a dieta
Raggiunta l’intesa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale «I sacrifici del personale siano condivisi dai manager e gli amministratori»
SAN MINIATO. Oltre un anno di trattativa. Di passi in avanti e di stop. Ma alla fine c’è l’intesa. Le rappresentanze sindacali della Cassa di risparmio di San Miniato firmano l’accordo di rinnovo per il contratto integrativo aziendale. Il periodo è difficile. La direzione chiede sacrifici economici ai dipendenti. Il sindacato accetta, ma nel segno dell’equità chiede la riduzione dei compensi di top manager e amministratori. «L’esempio dovrebbe venire dall'alto. In questo caso è stato il personale che per primo, responsabilmente, ha tracciato la strada. Ora ci aspettiamo che i vertici aziendali condividano le necessarie restrizioni».
«Per la prima volta nella storia della Cassa si è trattato di un accordo che ha comportato una significativa riduzione del salario di produttività aziendale dei dipendenti, in linea col difficile periodo economico che stiamo attraversando». È quanto sostengono i rappresentanti di Fabi, Fiba-Cisl e Fisac-Cgil. Che tracciano il quadro ma dentro la cornice chiedono che vi siano tutte le componenti aziendali. «È assolutamente indispensabile che i sacrifici da sostenere siano equamente condivisi da tutte le componenti aziendali – affermano –, al fine di non creare una pericolosa frattura che potrebbe compromettere il “clima aziendale” collaborativo che è necessario per consolidare il rilancio della Cassa».
Tradotto, i sindacalisti chiedono la «riduzione dei compensi di presidente, amministratore delegato e vicedirettore generale». Ma anche «il ridimensionamento dei compensi degli amministratori, con riduzione dell’attuale costo di 840.115 euro, vista anche la recente decisione di nomina dell’amministratore delegato». Sottolineando che «nel corso dell’ultimo rinnovo del consiglio di amministrazione sono stati deliberati forti aumenti dei compensi».
Nell’elenco delle richieste il taglio delle spese per consulenze e l’adeguamento del contratto integrativo aziendale per i dirigenti, «con applicazione di riduzione del salario variabile in linea con quanto previsto per il restante personale» ed il ripensamento in chiave di contenimento dei costi di «vari altri organi aziendali periferici, come i Cda delle aziende collegate». L’accordo passerà al vaglio delle assemblee del personale in aprile.
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