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Quattro proposte per cambiare faccia a San Miniato
SAN MINIATO. Le associazioni Architettura e Territorio ”Lanfranco Benvenuti”, Moti Carbonari “Ritrovare la Strada” e Kampino, in collaborazione con il gruppo Smartarc “San Miniato Arte e...
SAN MINIATO. Le associazioni Architettura e Territorio ”Lanfranco Benvenuti”, Moti Carbonari “Ritrovare la Strada” e Kampino, in collaborazione con il gruppo Smartarc “San Miniato Arte e Architettura” organizzano la conversazione “Quattro proposte per la città”, che si tiene oggi, alle 17,30, nei locali dell'ex frantoio di San Domenico, in via Ser Ridolfo a San Miniato.
Interverranno Ilaria Borgioli (Università degli studi di Firenze, facoltà di architettura), che parlerà di un museo di arte contemporanea nell'ex convento di San Martino a San Miniato; Fabio Giantini (Università degli studi di Firenze, facoltà di architettura) con il suo centro cinematografico “Fratelli Taviani” a San Miniato; Massimiliano Francesconi (Università degli studi di Pisa, facoltà di ingegneria) con il nuovo teatro di San Miniato; Luca Romanini (Università degli studi di Pisa, facoltà di ingegneria) con la proposta di un museo presso Porta Faognana a San Miniato.
«La città di San Miniato – fanno notare gli organizzatori – rappresenta uno straordinario sistema organico complesso. Nei secoli ha accolto trasformazioni significative, in un susseguirsi di impulsi, stimoli, ma anche periodi di decadenza, in un’impressionante continuità fatta di contaminazioni, evoluzioni e rivoluzioni. Come qualsiasi città viva, anche San Miniato non può essere considerata un'opera compiuta, bensì il risultato di una stratificazione di esperienze umane, singole e collettive, che qui trovano sempre nuove istanze, necessità, opportunità; pertanto rappresenta un organismo urbano in continuo divenire, pronto a rinnovarsi e adeguarsi. Le esperienze progettuali di Ilaria Borgioli, Fabio Giantini, Massimiliano Francesconi e Luca Romanini, elaborate a conclusione dei rispettivi percorsi accademici, cercano di indagare la città che ancora non c'è. Rappresentano ricerche di nuove forme spaziali, funzionali, connettive, volte a evidenziare potenzialità talvolta inespresse, e suggerendo approcci diversificati e diversificanti. Un'occasione per tentare di affrontare temi complessi, tra cui il rapporto fra architettura contemporanea e contesto urbano storicizzato, con le sue risorse e i suoi limiti».
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