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l’identikit

Tanti giovani in conceria il 50% ha meno di 45 anni

Tanti giovani in conceria il 50% ha meno di 45 anni

SANTA CROCE SULL’ARNO. È l’aspetto tecnico-produttivo la cifra del lavoro in conceria. L’ottanta per cento della forza lavoro svolge in azienda mansioni di questo tipo. Lo spazio per le attività da...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. È l’aspetto tecnico-produttivo la cifra del lavoro in conceria. L’ottanta per cento della forza lavoro svolge in azienda mansioni di questo tipo. Lo spazio per le attività da impiegato, i ruoli da dirigente e quadro sono confinati nel restante venti per cento degli addetti. Anzi i ruoli di vertice stanno nell’ordine del due per cento. Questo l’identikit delle mansioni all’interno di un’azienda conciaria tipo.

A dare il segno di un settore che, nonostante il dazio pagato alla crisi degli scorsi anni, continua a rappresentare un’opportunità di sbocco è invece l’età media. Il 50,6% delle persone che lavorano in conceria ha meno di 45 anni e la fascia d’età dai 45 ai 55 anni rappresenta il 31,9% della forza lavoro. Uno spaccato che mette in luce la capacità e al tempo stesso l’esigenza di coniugare l’esperienza con l’inserimento di nuove leve nel processo produttivo. E a rafforzare il dato c’è un altro indicatore: il 61% delle persone lavora in conceria da meno di dieci anni.

Crisi a parte. All’ingresso in azienda si accompagna a una lunga permanenza. È anche da questa prospettiva che si possono leggere i dati sulla “anagrafe” degli addetti nel comparto. Chi inizia a lavorare in una conceria vi trascorre una rilevante parte della propria carriera lavorativa. Un’opportunità di lavoro che ha riflessi in positivo soprattutto nel territorio in cui è insediata l’azienda. Nel 67,3% dei casi gli assunti provengono dalla stessa provincia.

Il diploma o la laurea offrono maggiori opportunità rispetto al passato a chi ambisce a trovare un impiego nel settore conciario, ma ancora oggi i livelli di istruzione di tipo professionale o comunque inferiori al diploma risultano essere quelli con la quota relativa maggiore (67,1% del totale). Eppure, nonostante sette addetti su dieci abbiano un livello di istruzione basso, dal 2011 il comparto ha avviato un cambio di pelle: gli addetti in possesso di diploma superiore o laurea hanno raggiunto il massimo storico, attestandosi a quota 32,9% del totale.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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