Meteo
Crescono gli utenti alla mensa dei poveri Mille in più nel 2012
I responsabili della Misericordia: «Un paio di volte al mese almeno 70 famiglie utilizzano i nostri pacchi alimentari»
PONTEDERA. Stranieri ma anche tanti pontederesi. Intere famiglie con 2 o più bambini, badanti che hanno perso il lavoro, coppie ridotte sul lastrico che per tirare avanti sono costrette a dormire in macchina. Secondo i dati della Misericordia, gli assistiti alla mensa sono stati 6.444 nel 2012. Una cifra che ogni anno cresce. Mille in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Con un’impennata in questa prima fase dell’anno dove sono già stati serviti una media di oltre 500 pasti caldi mensili. Ma gli invisibili che abitano in Valdera, quelli che a volte non hanno alcun indirizzo ufficiale sono sicuramente di più di quelli che passano di qui ogni giorno, alla Mensa di Solidarietà vicino al Duomo, in fila, in attesa del pranzo gratuito. «Noi facciamo quello che possiamo e cerchiamo di aiutare ogni persona, la nostra porta è sempre aperta – allarga le braccia il responsabile dell’ufficio assistenza della Misericordia Pier Luigi Macchioni Gotti – ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti». E l’appello è rivolto ai volontari, ai pontederesi, ai cittadini perché siano consapevoli della situazione «e ci aiutino, come possono, ad aiutare».
A bussare sono per lo più stranieri di passaggio, di religione musulmana, ma c’è anche qualche presenza fissa. E pure molti italiani che non t’aspetteresti d’incontrare in questo posto al lato della chiesa, con l’ingresso seminascosto dalle auto parcheggiate. I locali della mensa puntualmente si riempiono. Presenze giornaliere che oscillano tra i 20 e i 23 nuovi poveri, alla ricerca di cibo con cui rifocillarsi e riprendere le forze. Ma l’emergenza povertà a Pontedera si declina anche nella richiesta di beni indispensabili, in primis i generi alimentari, al di là del momento del pranzo. «Un paio di volte al mese, con una cadenza quindicinale – continua Gotti – almeno 70 famiglie usufruiscono dei pacchi alimentari». E basta fare due conti. Altre 300 persone, fra cui bambini, lottano con la fame. Sono alle prese con i bisogni primari da soddisfare. E c’è di più. A dimostrare il lato più duro della crisi ""ci sono poi le donne, soprattutto straniere, che vengono ad incontrarci perché non trovano o hanno perso il lavoro come badante. Saranno 6 o 7 ogni giorno. Vivono in condizioni precarie, dormono in alloggi improvvisati e si infrangono i loro sogni. A volte riusciamo ad inserirle in nuove famiglie, altre le aiutiamo a tornare a casa"". Il senso d’impotenza dilaga e l’onda lunga delle difficoltà economiche tocca ogni aspetto della vita. «C’è – continua - chi ha bisogno delle medicine e di una visita gratuita e alla Misericordia è funzionante il banco farmaceutico e l’ambulatorio medico gratuito ogni martedì e giovedì dalle 9 alle 12. Ma un altro aspetto che ci spaventa e che sta prendendo piede in maniera esponenziale è la solitudine. Si contano in città quasi 1500 persone sole. Anziani rimasti vedovi, senza figli o magari con i parenti lontani che all’occorrenza, per un malore, una necessità, non sanno a chi rivolgersi. Noi offriamo un servizio di tele soccorso e ci candidiamo per aiutarli nelle piccole incombenze quotidiane come fare la spesa». Basta un click all’apparecchio in dotazione e i volontari si attivano. Se al telefono non ricevono risposte parte la macchina con i paramedici a bordo. «Per il momento – conclude – seguiamo 15 casi ma è bene che le persone sappiano che siamo pronti a correre in loro sostegno».
Paola Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
