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Torrini in versione Renzi «Vi racconto il colpaccio»

di Cristiano Marcacci
Torrini in versione Renzi «Vi racconto il colpaccio»

Il trionfatore alle primarie del centrosinistra indica la strada del futuro «Progetti da condividere con i cittadini e rinnovamento culturale della politica»

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SANTA MARIA A MONTE. «Mi scusi ma devo scappare, si è fatto tardi, altrimenti mi licenziano dal lavoro».

È rimasto ben ancorato alla realtà, nonostante il trionfo elettorale di domenica sera e i suoi 34 anni, che potrebbero anche farlo svolazzare in qua e là nel cielo dei sogni. Ed invece, i piedi di Antonio Torrini, fresco vincitore delle primarie del centrosinistra a Santa Maria a Monte, sono ben saldi al terreno.

All’ingegnere civile che ha deciso di buttarsi nella mischia della politica è riuscito il colpaccio. Una doppia impresa la sua: vincere contro i pronostici e primeggiare con uno scarto tale da chiudere la partita al primo turno, senza la necessità di ricorrere al ballottaggio previsto per domenica prossima.

Mi risponda in tutta onestà. Pensava di centrare subito questo traguardo?

«Le sensazioni che avevo in questi ultimi giorni mi dicevano che avrei ottenuto sicuramente un buon risultato, grazie ad un lavoro capillare fatto sul territorio da un gruppo rinnovato ed estremamente motivato. Sinceramente, mi sarei aspettato il ballottaggio tra il sottoscritto e Daniela Di Vita, ed invece è andata così. Sono orgoglioso dei dati, in particolare di quelli relativi alla frazione di Cerretti, paese tradizionalmente in mano al centrodestra (vi abita Manuela Del Grande, capogruppo Pdl in consiglio comunale, ndr) e in cui la mia vittoria è stata schiacciante».

Si aspettava di più da Daniela Di Vita?

«Posso solo ringraziarla. Non dimentichiamoci che il rinnovamento del partito è cominciato proprio da lei alcuni anni fa. In queste primarie, arrivate in una fase molto difficile per i partiti, caratterizzata da una grave frattura tra i cittadini e la politica, Di Vita si è spesa in prima persona, mettendoci la faccia, e per questo dobbiamo applaudirla. Ritengo convintamente che anche in futuro la sua esperienza possa continuare ad essere un contributo importante. Anche grazie a Daniela Di Vita e a Fabio Antichi, di Sinistra Ecologia e Libertà, l’altro protagonista delle primarie, vinceremo le prossime amministrative».

Pensa che Di Vita sia stata penalizzata dal fatto che il sindaco uscente David Turini l’ha definita il suo erede naturale?

«Non penso proprio. Ritengo che ciò non abbia influito più di tanto. È vero invece che anche a Santa Maria a Monte, come nel resto del paese, è emersa una grandissima istanza di rinnovamento. Non ci scordiamo, a questo proposito, che alle ultime politiche i partiti tradizionali hanno perso ben 11,5 milioni di voti».

Lei, però, nei giorni precedenti le primarie non è stato molto tenero nei confronti del sindaco uscente. O sbaglio?

«Turini, lo ribadisco, ha avuto un grande merito in questi anni: ha salvaguardato il bilancio del Comune, e di questi tempi non è un’impresa facile. Poi, riconosco il fatto che nell’amministrazione locale siano mancate talvolta l’umiltà e la capacità di autocritica. Alcune cose sono state sbagliate, lo ammetto. La comunicazione e il rapporto con i cittadini non sono stati decisamente il punto di forza di Turini».

Project financing e biogas: come affronterà le due questioni se diventerà sindaco?

«La prima cosa che farò, nel caso mi eleggessero sindaco, sarà di togliere la pubblica utilità dal “project financing” e di ripartire da zero, all’insegna della massima condivisione con i cittadini per un progetto in grado di rilanciare il centro storico. Penso all’esperienza positiva di Calcinaia, che ritengo sia da imitare. Occorre, quindi, un percorso partecipato per decidere cosa fare di piazza della Vittoria, portato avanti da un gruppo formato da cittadini, tecnici e politici. Per quanto riguarda il biogas, la frittata ormai è fatta: c’è solo da mettere in piedi un pressing nei confronti del privato con un monitoraggio attento e continuo per salvaguardare sicurezza e ambiente. Chiederò che i dati registrati dalla centralina installata dal Cnr vengano costantemente messi a disposizione della cittadinanza».

Ha già in mente un gruppo di lavoro per la campagna elettorale?

«Coloro che mi hanno dato una grossa mano in queste primarie rappresentano senza dubbio un’ottima base di partenza. Sto parlando di Marco Lazzerini, Davide Massini, Anna Ciapetti (già assessore in passato, ndr) e Andrea Marraccini. Continueranno a sostenermi, forse anche partecipando in prima persona alla composizione della lista».

Che tipo di coalizione vuol mettere insieme per le prossime amministrative?

«La base è ovviamente l’alleanza delle primarie, tra Pd e Sel. Ma il percorso è ancora tutto aperto, soprattutto nei confronti del dialogo verso Socialisti, Comunisti Italiani, “Progetto per Santa Maria a Monte” e altri settori della società civile. Tutti devono però sapere una cosa: che niente sarà più come prima e che il rinnovamento culturale dovrà interessare tutti i partiti e i movimenti. Perché solo così sarà possibile recuperare un decente e costruttivo rapporto tra politica e cittadini. Ultimamente, la politica ha fallito e questo è un dato di fatto, sotto gli occhi di tutti. I cittadini ci hanno mandato più di un segnale e non possiamo più far finta di niente».

Si riprenderà il ruolo di segretario del locale Partito Democratico?

«L’autosospensione, come sottolineato il giorno della decisione, valeva per il periodo delle primarie. Da oggi torno ad essere il segretario del Pd di Santa Maria a Monte».

Se venisse eletto sindaco, svolgerebbe questo ruolo a tempo pieno?

«Un sindaco part-time non può essere di aiuto ad un comune come Santa Maria a Monte. Sarò un sindaco a tempo pieno».

@crimarcacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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