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Storie e tradizioni la Valdera nei filmati di Brunero Tognoni

Storie e tradizioni la Valdera nei filmati di Brunero Tognoni

PONTEDERA. In 57 anni di attività cinematografica, l'occhio di Brunero ha raccontato i cambiamenti della Valdera. Riprese dedicate alle tradizioni in via d'estinzione, alle metamorfosi dei paesaggi,...

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PONTEDERA. In 57 anni di attività cinematografica, l'occhio di Brunero ha raccontato i cambiamenti della Valdera. Riprese dedicate alle tradizioni in via d'estinzione, alle metamorfosi dei paesaggi, allo scorrere delle mode, dei fatti piccoli e grandi, degli umori di un territorio e della sua gente. Di Lajatico, pontederese d'adozione, «ormai vicino alle novanta primavere», racconta col suo tono garbato, elegante, Brunero Tognoni è, col suo repertorio di ore e ore di girato, e grazie alla sua passione per la fotografia («Iniziò tutto di lì»), un portavoce dell'iconografia dei nostri luoghi. Lo sa bene Roberto Merlino, pisano, direttore artistico di Corte Tripoli Cinematografica e neo presidente della Fedic (Federazione Italiana Cineclub), che ha deciso di dedicare a Tognoni una video intervista. «Ho iniziato tanto tempo fa», dice. «Avevo 12 anni, la guerra era finita da poco. Nella Pontedera che si rimetteva in piedi c'erano alcuni fotografi bravissimi, come Furio Ricci. Rimasi folgorato dalla loro abilità, dalla cura che mettevano in ciò che facevano. I primi miei filmati, così come fu per le foto, li ho girati in famiglia. Poi ho cominciato a dedicarmi alla realizzazione di molti documentari dedicati a Pontedera. Ho voluto lasciare una testimonianza delle tradizioni che, con gli anni, rischiavano di perdersi. E alcune sono già scomparse. Ho partecipato al montaggio di diversi film che hanno avuto riconoscimenti importanti: una bella soddisfazione». Grazie alla sua attività di cineamatore, Tognoni, molto noto anche come pittore, ha ricevuto diversi premi. Da centri importanti per la storia del cinema, come Roma (Primo Premio alla Rassegna del Cineamatore al Palazzo dei Congressi), ma anche dalla sua Pontedera (Premio Fellini, Premio Comune di Pontedera nel 2001, Premio Città di Pontedera nel 2003). Senza dimenticare la grande collezione di macchine fotografiche, cineprese, proiettori, visori per diapositive stereoscopiche che ha donato al Comune di Pontedera.

Andrea Lanini

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