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Terrore nel casolare banditi assaltano e rapinano coniugi
L’agguato poco prima di mezzanotte a Montevaso di Chianni Si sono fatti aprire la cassaforte, bottino da 15mila euro
CHIANNI. È uscito intorno alle 23,30 per portare il cane a fare una passeggiata e i banditi, che lo aspettavano nel parco, lo hanno sorpreso spingendolo con la forza nella villa al cui interno c’era la moglie. Giancarlo Storti, 62 anni, imprenditore del settore metalmeccanico residente in provincia di Cremona, era arrivato nella sua villa a Montevaso di Chianni per trascorrere il fine settimana. I banditi, quattro uomini incappucciati uno dei quali era armato di un fucile da caccia, gli hanno teso un agguato che dovevano avere preparato da tempo controllando le abitudini della famiglia lombarda. L’imprenditore non ha potuto fare molto: i quattro uomini, forse dell’Europa dell’Est, lo hanno spinto all’interno della villa: volevano che aprisse la cassaforte, cercavano soldi e gioielli. Dopo aver legato i due proprietari nella stanza da letto con una cintura, hanno preso circa 4mila euro in contanti, un orologio Rolex e alcuni oggetti d’oro per un valore complessivo di quasi quindicimila euro. Dalla cassaforte hanno anche rubato una pistola legalmente detenuta. Poi, dopo aver chiuso la coppia nella stanza da letto, i quattro malviventi sono fuggiti attraversando a piedi il parco della casa di campagna, che è stata ristrutturata da pochi anni. Lungo la strada, la provinciale di Montevaso, dovevano avere lasciato la macchina - non è escluso che qui li abbia attesi un complice - con cui poi si sono allontanati dalle colline dell’Alta Valdera e dalla zona dove si trova la villa, vicino al parco eolico. Strade e sentieri che tagliano il bosco molto noti ai cinghialai e ai tagliaboschi, questi ultimi provenienti in larga parte dall’est Europa e spesso coinvolti in una serie di furti di attrezzi da lavoro.
Poco prima di mezzanotte è stato l’imprenditore a chiedere aiuto telefonando alla polizia di Pontedera. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Chianni e della compagnia di San Miniato coordinati dal comando provinciale dell’Arma.
«Mi hanno spinto con la forza in casa – ha raccontato ai carabinieri l’imprenditore – erano armati, c’era poco da fare. Abbiamo fatto quello che hanno chiesto». L’uomo è stato il primo ad essere stato immobilizzato dopo essere stato colpito alle spalle all’inizio della rapina. Un lungo racconto quello del sessantenne per ripercorrere i momenti dell’assalto armato e ricostruire insieme ai carabinieri la dinamica della rapina-incubo per la coppia che lascia la Lombardia per venire in Toscana in cerca di un po’ di tranquillità. Ieri, dopo una notte di paura trascorsa in gran parte nella caserma dei carabinieri, hanno lasciato la residenza di Montevaso per tornare in provincia di Cremona. Chi abita nella zona nella notte ha visto arrivare le pattuglie dei carabinieri ma solo nella giornata di ieri ha saputo cosa era accaduto.
«La rapina di Chianni – ha affermato il prefetto di Pisa, Francesco Tagliente – è un fatto grave. Ne abbiamo parlato con il procuratore Ugo Adinolfi, con il questore Gianfranco Bernabei e con il comandante provinciale dei carabinieri Gioaccchino Di Meglio per valutare insieme quali ulteriori misure preventive, operative e investigative mettere in campo. Sono certo che la capacità investigativa e la determinazione operativa delle forze di polizia consentiranno presto di dare una risposta alle esigenze della giustizia e alle aspettative dei cittadini».
Il sindaco di Chianni, Francesca Mancini, è stata informata dalla prefettura del grave episodio e successivamente ha parlato con i carabinieri per seguire gli sviluppi della vicenda. Negli ultimi tempi il fucile era già spuntato in altre due rapine avvenute in provincia, una all’ufficio postale di Buti e una in una sala slot.
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