«Gli apparecchi salva-vita non sono un obbligo»
PONTEDERA. Sulla presenza dei defibrillatori semiautomatici in palestre, campi da gioco e impianti sportivi in genere non c’è unità di visioni. Anzi, regna la massima incertezza. E si continua a...
PONTEDERA. Sulla presenza dei defibrillatori semiautomatici in palestre, campi da gioco e impianti sportivi in genere non c’è unità di visioni. Anzi, regna la massima incertezza. E si continua a morire sui campetti di calcio. La legge nazionale prevede l’impiego dei defibrillatori semiautomatici in luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive. Ma dopo la legge del 13 settembre 2012 ognuno ha fatto a modo suo. «I defibrillatori non sono obbligatori, avrebbe dovuto essere emesso un regolamento attuativo» dice l’assessore allo sport di Pontedera, Matteo Franconi, al quale abbiamo chiesto se gli impianti sportivi vicino allo Scolmatore avrebbero dovuto avere in dotazione un defibrillatore. «Il regolamento non è stato varato – spiega Franconi – di conseguenza non c’è alcun obbligo». Finora le società sportive e i Comuni, oltre ai vari 118, hanno fatto scelte diverse. In alcune realtà sono stati fatti notevoli investimenti in questo senso, in altre si procede con maggiore difficoltà anche se la legge quando è stata varata ha stanziato più di 400mila euro per la Toscana e dovevano servire ad acquistare i defibrillatori. E al momento non c’è neppure un vero coordinamento della rete dei defibrillatori esistente nella provincia di Pisa. La tragedia dell’altra sera ricorda un altro dramma avvenuto su un campo di calcetto nel marzo di due anni fa, nella frazione pontederese di Pardossi. Un uomo di 44 anni, Graziano Pannocchia, residente a Pisa e dipendente della cooperativa "L'Arca" di Cascina, morì in campo proprio come Francesco. Successe tutto all'improvviso, durante l'incontro aziendale tra due squadre, entrambe composte da sette persone, della cooperativa cascinese. Impossibile in questi giorni per gli amici e i colleghi di Pannocchia non ricordare quella maledetta sera. E anche allora, dopo la morte in campo, si aprì un dibattito sulla necessità di dotare gli impianti sportivi di defibrillatori che in molti casi si sono dimostrati di grandissima utilità per salvare le vite di sportivi andati in arresto cardiaco durante manifestazioni agonistiche.(s.c.)
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