Meteo
Tutti uniti, meno l’Udc «Regione ritira il ricorso»
SAN MINIATO. «La Regione ritiri il ricorso al Consiglio di Stato». Una condanna diretta contro la linea tenuta dall’amministrazione regionale nella vicenda del pirogassificatore. È la posizione del...
SAN MINIATO. «La Regione ritiri il ricorso al Consiglio di Stato». Una condanna diretta contro la linea tenuta dall’amministrazione regionale nella vicenda del pirogassificatore. È la posizione del consiglio comunale di San Miniato, che ha votato compatto (con la sola eccezione dell’Udc) un ordine del giorno presentato da Fabio Corsi dei Comunisti Uniti, che «esprime – si legge – la netta contrarietà all'impugnazione, da parte della Regione Toscana e dell’Arpat, della sentenza del 20 dicembre 2012», con la quale il Tar aveva annullato l’autorizzazione all’impianto.
«Considerato – afferma il documento – che non emerge un interesse pubblico all'impugnazione, e constatato che l'Arpat non è solita prendere l'iniziativa per l'impugnazione di sentenze non recanti direttamente danno alla stessa Agenzia», si impegna la giunta di San Miniato a richiedere il ritiro del ricorso al Consiglio di Stato. Allo stesso tempo, vista l’autorizzazione al collaudo, per un periodo di tre mesi, concessa dal Consiglio di Stato nell’udienza dello scorso martedì, i consiglieri hanno impegnato il sindaco e la giunta «a farsi parte attiva, con gli altri Comuni, durante il periodo di sperimentazione», con l’avvio di un’attività di controllo definita «autonoma, trasparente e indipendente dai soggetti interessati», alternativa, cioè, a quella condotta da Arpat.
Nella discussione di consiglio, Fabio Corsi ha anche ricordato che la Regione, come emerso nei giorni scorsi, si è costituita parte civile nel processo che vede i vertici di Waste Recycling sotto processo con l’accusa di gestione abusiva di rifiuti. «È pura follia – ha detto Corsi –. La stessa Regione che offre il fianco a sostegno dell’impianto, chiede contemporaneamente milioni di euro di danno alla stessa società. L’Arpat, invece, dopo aver smantellato il servizio di telerilevamento, si permette adesso di fare ricorso a sostegno di interessi puramente privati. Sono contraddizioni pazzesche».
«Se pensiamo al processo partecipativo – ha ricordato Laura Cavallini di Sel – ci rendiamo conto che le istanze dei cittadini, alla fine, hanno poco valore. E questo genera l’antipolitica». «È il manuale della cattiva amministrazione – ha detto il capogruppo Pdl Roberto Ferraro –. Una vergogna che non è stata raccontata abbastanza, molto più grave di tanti scandali che fanno notizia a livello nazionale». Una posizione sostenuta anche dal Pd, come spiegato da Umberto Pinori: «La posizione contraria dei cinque Comuni – ha sottolineato – è servita a rimarcare che gli enti locali devono essere rispettati, anche alla luce del processo partecipativo. La Regione non ne ha tenuto conto, e questo è un fatto molto grave. Ma ancora più grave è che l’Arpat si schieri contro i cittadini».
Unico contrario Michele Di Gianni dell’Udc, «perché questo documento – ha affermato – è l’ulteriore dimostrazione di un metodo di lavoro sbagliato, quando servirebbe invece una politica coordinata a livello comprensoriale». (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
