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«Le doppiette raccontino quello che fanno in realtà»
La Lega per l’abolizione della caccia contro la scelta dell’Istituto Sacchetti A S. Miniato il ciclo di lezioni dei cacciatori ai 250 alunni divide anche la politica
SAN MINIATO. «Suggerirei di andare nelle scuole elementari a insegnare il rispetto per l’ambiente e soprattutto il rispetto per la vita degli animali». Taglia corto il presidente regionale della Lega per l’abolizione della caccia (Lac) Raimondo Silveri. Parole che alimentano il fuoco di fila sulle doppiette in classe. All’Istituto Sacchetti di San Miniato il ciclo di lezioni dei cacciatori ha preso il via, nonostante le polemiche. Un tiro incrociato destinato a proseguire ben oltre la pausa natalizia.
Federcaccia e Arcicaccia, in collaborazione con l’assessore alle Attività faunistico-venatorie Giacomo Gozzini e con l’avallo del preside Aido Fattori, tirano dritto. Nonostante la presa di distanza del vicesindaco di San Minato Chiara Rossi, che ha anche la delega alla Scuola, e la pioggia di critiche della associazioni ambientaliste. Per il preside Fattori il progetto «rientra in un percorso di conoscenza del nostro territorio rurale». Sono circa 250 gli alunni coinvolti.
Sul tenore delle lezioni e l’educazione ambientale da insegnare il presidente toscano della Lac non ha dubbi. «La caccia produce ogni anno decine di vittime e centinaia di persone rimangono ferite, tra queste anche persone che si trovano semplicemente a fare delle passeggiate o a raccogliere funghi – dice –. E milioni di animali vengono uccisi ogni anno per solo divertimento, molti di questi sono in via di estinzione, quindi specie particolarmente protette, come aironi, cicogne, fenicotteri, aquile, gufi reali, uccisi solo per il gusto di togliere la vita a un essere vivente, perché queste specie non sarebbero nemmeno commestibili».
Non ha dubbi Silveri. «I cacciatori inquinano le nostre campagne, i nostri boschi, i laghi ed i fiumi con tonnellate di piombo e migliaia di bossoli sparati di plastica lasciati abbandonati ovunque». E poi: «Le armi sono diseducative, soprattutto per i bambini di una scuola elementare».
Insomma, in cattedra per il presidente della Lac Toscana i cacciatori sono fuori posto, specie per parlare d’ambiente. «Sono stati la causa principale dei danni causati all’agricoltura, basta ricordare l’immissione di animali non autoctoni come il cinghiale ungherese, che è più prolifico e di dimensioni maggiori rispetto a quello autoctono». E aggiunge: «Ogni anno vengono uccisi e persi centinaia di cani usati per la caccia, soprattutto agli ungulati, la maggior parte di quali sono tenuti in precarie condizioni. Basta recarsi presso un canile comunale, per rendersi conto che sono pieni di cani da caccia abbandonati». Un lungo elenco di colpe a carico dei cacciatori quello stilato da Silveri, al punto che lo stesso ritiene quasi un paradosso inutile bollare l’iniziativa del preside della scuola, dell’assessore Gozzini e delle due associazioni venatorie come «assolutamente sgradevole».
Adesso le attese si concentrano sul secondo step del progetto, previsto per l’11 gennaio nella zona di ripopolamento e cattura di Collebrunacchi, dove alcuni dei ragazzi di quinta prenderanno parte alla stesura delle reti per la cattura e schedatura di lepri. Sul punto è la Lav di Pontedera a chiedere: «I cacciatori «avranno il coraggio di spiegare che la cattura porterà al trasferimento degli animali in una zona dove saranno massacrati in tutta comodità?».
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