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Rosticci, lo storico lancia l’iniziativa
MONTECATINI VALDICECINA. L’amore per la storia locale, unita alla volontà di divulgare e diffondere la passione per vecchie foto ingiallite, preziosissime testimonianze dei tempi che furono. A...
MONTECATINI VALDICECINA. L’amore per la storia locale, unita alla volontà di divulgare e diffondere la passione per vecchie foto ingiallite, preziosissime testimonianze dei tempi che furono. A coltivarla è Fabrizio Rosticci, pensionato e membro della Croce Rossa di Montecatini, il quale ha creato una pagina ad hoc sul social network Facebook per mostrare come la propria terra si sia trasformata nel corso degli anni. «L’idea mi è venuta per caso, ma la passione per le cose vecchie ce l’ho sempre avuta», racconta Rosticci. Lo storico ha allestito due pagine distinte: una dedicata a Montecatini, l’altra a Volterra. E il risultato di questo album popolare finirà, poi, in una pubblicazione. E magari in una mostra ad hoc. «In quella riservata a Montecatini cerco di esprimere anche alcune idee e considerazioni personali, oltre a inserire la scansione di fotografie che arrivano anche agli anni Settanta dell’Ottocento». Nella home page campeggia una veduta di Montecatini dalla torretta del camposanto. «Ho contribuito a fare luce sul fatto che il paese sia stato la prima amministrazione socialista in Toscana».
E poi c’è la pagina Facebook privata, piena di vecchie pubblicità nate sul Colle volterrano e raggranellate da riviste e giornali e cittadini Già, perché la moglie di Rosticci viene proprio da lì. «Qualcuna me l’hanno portata; le altre me le sono procacciate fra amici e conoscenti. Non faccio una particolare distinzione fra le testimonianze del passato: tutto quello che serve a gettare luce su eventi o luoghi poco conosciuti delle nostre terre va bene». Adesso Rosticci collabora all’allestimento di un sito internet ad hoc, “Volterra city”. «Mi hanno chiesto se potevo dare una mano a causa della grande mole di materiale che mi ritrovo fra le mani. Ho accettato volentieri. Devo dire però che molta gente è restia a collaborare col mio intento divulgativo. Credo che per promuovere la conoscenza delle nostre zone valga la pena spendere un po’ del nostro tempo». (j.p.)
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