Il Tirreno

Pontedera

Quel mancato risparmio per gestire il personale

di Manolo Morandini
Quel mancato risparmio per gestire il personale

Il direttore provinciale della Cna chiede all’Unione dei Comuni della Valdera di fare luce sui costi del servizio: «Perché non è stato esternalizzato?»

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PONTEDERA. La contrapposizione tra pubblico e privato non c’entra. «È un’incrostazione ideologica dura a morire», afferma il direttore provinciale della Cna Rolando Pampaloni. A fare la differenza, per l’esponente degli artigiani pisani, sono le cifre messe a bilancio. Una questione di costi che emerge dal confronto tra la gestione associata del personale che i Comuni hanno demandato all’Unione Valdera e quelli che potrebbero essere spuntati affidando all’esterno il servizio. La bilancia per Pampaloni pende a favore dei consulenti del lavoro. «L’Unione ha sicuramente ricevuto dei preventivi per la gestione del personale, fra cui almeno uno presentato da una nostra struttura che riporta delle cifre ben precise. Perché l’Unione non fa sapere una volta per tutte quanto spende davvero?».

Il nodo. Per il direttore provinciale della Cna: «I servizi associati nell’Unione dei Comuni dovrebbero essere più convenienti per la collettività che li sostiene. E ciò non solo rispetto alla gestione del singolo Comune, rispetto alla quale è relativamente semplice conseguire dei risparmi». La prospettiva della convenienza è un’altra. «Il confronto va fatto in assoluto. Il servizio deve costare meno di quanto costerebbe affidandolo all’esterno. E non si capisce perché la gestione associata del personale dovrebbe essere reputata una funzione strategica, quando è così semplice affidarla a professionisti esterni». Una pratica diffusa quest’ultima. «È una prassi consueta nelle grandi imprese e soprattutto all’estero tra i soggetti economici e istituzionali, proprio perché terza e obbligatoriamente imparziale».

Conti alla mano. Le stime della Cna pisana mettono in luce la convenienza dell’esternalizzazione. «Nel decreto legge 95/2012, quello della spending review, sono fissati i parametri di costo per la gestione del personale. Nel dettaglio: 2,80 euro a cedolino che salgono a 4,50 euro se viene conteggiata anche la gestione delle presenze. Il Ministero dell’economia e della finanza (Mef) obbliga gli enti pubblici a stare sotto questi prezzi, anche quando si tratta di gestione interna diretta. E nel caso non vengano rispettati, si deve ricorrere all’esternalizzazione verso la struttura creata dal Ministero Economia e Finanza che mette e disposizione questo servizio o verso strutture private che devono stare entro tali livelli di prezzo». Fissata la soglia per Pampaloni «Chi spende di più non solo deve dimostrarlo, ma anche giustificarlo. Perché il responsabile del servizio ne risponde di fronte alla Corte dei conti, e l’ipotesi potrebbe essere quella di reato per danno erariale».

Qualcuno è di troppo. «Perché l’Unione non fa sapere una volta per tutte, quanto spende davvero?», chiede Pampaloni. Che aggiunge: «Sulla scorta dei parametri indicati dal Ministero per gestire i circa mille dipendenti, quanto è il personale dedicato dall’Unione al servizio?». Una prima risposta viene dal sito internet dell’Unione Valdera, alla voce “Servizio personale” si contano dieci addetti. E facendo il conto della serva si scopre che i numeri non tornano. Almeno sulla base dei parametri ministeriali per gestire i circa mille dipendenti comunali la spesa è nell’ordine dei 60mila euro: 1.000 addetti per 4,5 euro di gestione mensile del cedolino per 13 mensilità. «Ovvero due addetti di medio livello, senza dirigenti o altro personale», sottolinea il direttore Cna. «E a quanto ammonteranno i costi per Pc, software, aggiornamenti, spese vive? Queste, al di là dei proclami, sono le cifre che l’Unione, se vuole davvero fare un servizio oltre che per se stessa, anche ai Comuni che associa e ai cittadini, dovrebbe avere il coraggio di tirar fuori».

Le stime della Cna si spingono anche a quantificare il costo per la gestione del personale che farebbe capo a ciascun Comune in base ai parametri ministeriali, vedi la tabella sopra. «Ma il costo complessivo di 114mila euro, equivalente alla spesa per quattro addetti pubblici, va confrontato con quelli attuali a gestione diretta. Considerando anche solo il costo vivo del personale dedicato, anche solo pro-quota nei singoli enti. e stimato in un addetto ogni 50 dipendenti. Ne consegue che ci sono almeno 20 addetti per gestire il personale, e nel caso di gestione associata? Stando a quanto indicato dal Ministero non dovrebbero essere più di 4».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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