Il presidio
Bollywood gira sul Colle ciak al Teatro Romano
Volterra, una maxi produzione indiana per un giorno allestisce il set in città L’assessore Silvi: «Avremo una grande visibilità sul mercato asiatico»
VOLTERRA. Sempre più al centro del cinema internazionale, Volterra passa con agilità dal romanticismo vampiresco hollywoodiano a quello poliziesco bollywoodiano (o tollywoodiano, per essere precisi). Il Teatro Romano si è infatti trasformato per un giorno nello spettacolare set di una produzione cinematografica internazionale indiana. Una produzione di Cinema of Andhra Pradesh, conosciuta anche come Telugu cinema o appunto Tollywood, con sede a Hydebarad, nel sud dell'India.
«Abbiamo concesso l’autorizzazione a girare – spiega l’assessore alla Cultura di Volterra Lilia Silvi – dopo che l’istanza era già stata approvata dalla Soprintendenza. Si tratta di una grande produzione internazionale, che darà grande risalto alle bellezze paesaggistiche e architettoniche della nostra città. In pratica, avremo una grande visibilità, in particolare sul mercato asiatico, senza bisogno di alcun investimento. Le riprese, durate un giorno, non hanno in alcun modo danneggiato la storica struttura del teatro».
Il film, che inizialmente doveva chiamarsi Vaaradhi, recentemente ha assunto la denominazione definitiva, ossia Mirchi, e la sua uscita è prevista l’11 gennaio. Diverse altre località toscane hanno ospitato la troupe indiana, da Cinquale a Certaldo, principalmente per girare scene musicali. Il film rappresenta l’esordio alla regia dell’apprezzato sceneggiatore Koratala Siva, mentre l’attore principale è il celebre Prabhas e le due protagoniste femminili sono Anushka Shetty e Richa Gangopadhyay: un cast completamente indiano, come da tradizione, per un film che sarà visto da 80 milioni di persone al cinema e da altre 30 milioni di spettatori in televisione.
«Numeri importanti per una città come la nostra – conclude l’assessore Silvi –, che già aveva goduto di un certo interesse internazionale grazie alla saga di Twilight. Questo però è un mercato diverso, che potrebbe aprire le porte a un altro tipo di turismo. Ancora non abbiamo avuto modo di assistere al prodotto finito, ma spero quanto prima di riuscire a vedere almeno la parte di film che interessa il Teatro Romano».
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