Il presidio
Scarica al cassonetto 365 chili di rifiuti edili
Colto in flagrante da una pattuglia della polizia municipale di San Miniato L’uomo, un imprenditore di Castelfiorentino, è stato denunciato
SAN MINIATO. Scarica materiale edile e viene colto in flagrante dalla polizia municipale.
L’episodio è avvenuto venerdì pomeriggio mentre una pattuglia era intenta a monitorare alcune zone sensibili e soggette allo scarico abusivo di rifiuti.
Gli agenti della Municipale hanno bloccato il conducente di un autocarro in sosta accanto all’isola ecologica di via Guerrazzi (in piazza 2Giugno a La Catena). L’uomo era intento a scaricare sacchi neri all’interno del cassonetto per i rifiuti urbani.
Immediati gli accertamenti: 15 sacchi per un totale di 365 chili contenenti rifiuti di chiara provenienza edile, ovvero dalla demolizione di un pavimento in legno con residui di cemento e segatura.
L’uomo, un cinquantenne titolare di un’impresa con sede a Castelfiorentino, era privo di qualsiasi documentazione attestante il corretto smaltimento dei rifiuti prodotti dalla sua attività.
La polizia municipale ha provveduto a porre sotto sequestro l’autocarro per aver trasportato rifiuti senza iscrizione all’Albo dei gestori ambientali e a denunciare alla procura il titolare dell’impresa per il trasporto e lo smaltimento non consentito, ovvero gestione di rifiuti non autorizzata.
«Siamo impegnati – ha detto il sindaco del Comune di San Miniato Vittorio Gabbanini – a tenere pulita la nostra città. In questi ultimi mesi abbiamo ampliato il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta e il servizio di igiene urbana oltre a potenziare i servizi di controllo e repressione di questi fenomeni frutto dell’inciviltà.
Le pattuglie della polizia municipale da tempo effettuano controlli puntuali e mirati e i responsabili vengono denunciati alla procura della Repubblica e sanzionati con durezza. Chiediamo comunque la collaborazione dei cittadini al fine di tenere la città pulita e decorosa e di segnalare tutte le situazioni di incuria e di scarico abusivo».
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