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Pontedera

Famiglia al freddo, lancia un “sos” per un nuova casa

PONTEDERA. Una casa piena di umidità, senza riscaldamento e con una famiglia originaria del Togo che non riesce più a viverci. «I miei figli hanno sei e tre anni, ma devono prendere medicine perché...

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PONTEDERA. Una casa piena di umidità, senza riscaldamento e con una famiglia originaria del Togo che non riesce più a viverci. «I miei figli hanno sei e tre anni, ma devono prendere medicine perché non respirano bene – spiega il capofamiglia Komlan Apaloo, operaio della Piaggio – Ma io sono stato sistemato qui dopo aver chiesto aiuto al comune e devo trovare un’altra abitazione». Un inghippo sociale in cui il comune non sembra poterci fare nulla. La storia italiana di Komlan inizia nel 1991 e diventa pontederese otto anni dopo. Senza un vero lavoro e una casa, il 52enne extracomunitario, si rivolge a Palazzo Stefanelli per trovare un alloggio. Viene sistemato in una casa di via XXI aprile insieme a una donna straniera con cui sorgono subito problemi. «Poi mi hanno trovato l’abitazione in via Roma, nella zona dell’ospedale dove vivo ancora oggi da 11 anni – racconta l’uomo – ma vedo stranieri che sono arrivati dopo di me e hanno una casa dignitosa e senza problemi». Dal comune di Pontedera, Paolo Bertelli del servizio sport e casa spiega che «Apaloo si trova in quella casa dopo aver fatto un accordo con la proprietà. O meglio, con il curatore che gestiva il fallimento del proprietario dell’immobile. Per cui il comune non c’entra con questa vicenda». Intanto, però, la famiglia di Komlan non riesce a vivere dignitosamente. La mancanza di riscaldamento lo obbliga a ricorrere a stufe che vanno a corrente elettrica o a bombole del gas. Con spese altissime per uno stipendio da operaio che è anche l’unica entrata economica della famiglia. «Prima riuscivo a mandare 300 euro ogni mese in Togo – racconta – dove ho quattro fratelli e dieci nipoti, anche se mio padre ha avuto cinque mogli e in tutto siamo 25 fratelli. Ora, però, non me lo posso più permettere e devo far fronte a un mare di debiti». La casa ha due camere, un soggiorno con cucinotto e un bagno. Alle pareti, in più punti, ci sono evidenti segni di muffa e umidità. I due bambini dormono in stanze separate, ognuno con uno dei genitori. L’immobile è inserito in un fallimento, tanto che lo stesso Komlan è in contatto col curatore che lo dovrebbe informare a breve della data in cui dovrà lasciare l’appartamento. (a.q.)

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