Italia
Donna di 80 anni sventa la truffa del falso assicuratore
PONTEDERA. «Conosco suo figlio, siamo amici da anni. Sono il suo assicuratore, ma deve pagarmi la polizza dell’auto di 500 euro, perché sennò lo ferma la polizia e gli fanno la multa». Un uomo di...
PONTEDERA. «Conosco suo figlio, siamo amici da anni. Sono il suo assicuratore, ma deve pagarmi la polizza dell’auto di 500 euro, perché sennò lo ferma la polizia e gli fanno la multa». Un uomo di circa 30 anni, ben vestito e italiano, si è presentato così in casa di una 80enne, simulando anche una telefonata con il figlio della donna che la invitava a pagare. Fabio Innocenti, il figlio della donna, ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Il fatto è successo all’ora di pranzo, quando sua mamma era sola nell’abitazione di famiglia nel quartiere di Fuori del Ponte.
«L’uomo ha provato a raggirare mia mamma – spiega – tentando di convincerla che mi conosce da anni. Addirittura anche a lei ha detto che si conoscevano da tantissimo tempo, chiedendole anche come fosse possibile che non lo riconoscesse. Le ha raccontato la storia della polizza assicurativa scaduta, cercando di metterle paura con il monito della multa delle forze dell’ordine se mi avessero fermato mentre ero in auto. Si è fatto anche telefonare da un’altra persona facendo finta che fossi io. Tra l’altro io sono di quelli che si fa tutto da solo su internet e non ho rapporti con assicuratori della zona. Mia mamma, però, è riuscita a prendere il telefono e a sentire che non ero io. Poi mi ha telefonato subito dicendomi di quello che stava succedendo».
A quel punto il falso assicuratore ha cominciato a farfugliare. «Appena ha visto la mala parata ha detto che probabilmente c’era stato un equivoco e che si era sbagliato. Se n’è andato in fretta e furia». Facile immaginare come si possa sentire la donna, dopo aver ripensato a quel che era successo e a quello che poteva accadere se non avesse avuto la prontezza di reagire a quello che sembra essere un tentativo di truffa vero e proprio. «E’ chiaro che sia un po’ choccata – racconta il figlio – perché una situazione simile non è facile da affrontare. Per fortuna si è fatta venire il dubbio di verificare un minimo quel che stava succedendo. E credo proprio le sia andata bene, visto quel che si sente dire in giro rispetto a fatti analoghi. Purtroppo questi truffatori sono espertissimi e sanno chi andare a cercare. Sapevano il mio nome e probabilmente le abitudini dei miei genitori. Spero solo che i carabinieri riescano a individuare gli autori di questo episodio».
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