Il Tirreno

Pontedera

La guerra di don Angelo contro l’invasione di slot

di Sabrina Chiellini
La guerra di don Angelo contro l’invasione di slot

Il parroco Falchi e il consiglio parrocchiale hanno avviato una raccolta di firme per dire no a una nuova sala giochi: entro domenica l’obiettivo è 600 adesioni

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CASCIANA TERME. La “guerra alle slot”, iniziata in alcune città italiane, si combatte anche a Casciana Terme. A portarla avanti con una raccolta di firme è il parroco, don Angelo Falchi, sostenuto dal consiglio parrocchiale e da un folto gruppo di cittadini convinti che sia arrivato il momento di impegnarsi per mettere un limite a scommesse e gioco d’azzardo. La petizione sarà consegnata al sindaco Giorgio Vannozzi per essere inviata anche al Ministero: in poco tempo sono state raccolte quattrocento firme. «Abbiamo cominciato nei giorni scorsi – spiega il sacerdote – con il prossimo fine settimana e la festa dell’Immacolata contiamo di arrivare a 5-600 firme. Sarebbe un ottimo risultato».

L’iniziativa è stata promossa alla fine delle celebrazioni della messa. Niente pubblicità su internet o volantini, almeno finora. Il passaparola è servito a raggiungere un primo scopo. Si può firmare per dire no alla nuova sala giochi che sta per aprire a Casciana Terme anche in un negozio di alimentari del paese.

«Non possiamo stare a guardare, senza dire una parola, l’arrivo della nuova sala da gioco che si vuole aprire in via Dante Alighieri, nello stesso edificio del poliambulatorio e della biblioteca comunale» comincia il parroco spiegando le ragioni dell’iniziativa che non passa inosservata.

«Prima di iniziare la raccolta firme – spiega don Falchi – ci siamo confrontati con il sindaco. Lui ci ha spiegato che non può negare i permessi se i documenti del privato che vuole aprire sono in regola. Vero. Però il Comune di Reggello, che è più grande del nostro, ha dato un giro di vite alle slot che sono un disastro per molte famiglie».

Casciana Terme non è immune dalla malattia del gioco e dalle scommesse che diventano un’assessione. E portano le famiglie sul baratro in un periodo di grandi difficoltà economiche.

«Negli ultimi tempi sono sempre più frequenti le richieste di aiuto – va avanti il parroco – Ci sono persone che vengono da me e in parrocchia a chiudere aiuti economici ma anche consigli. Hanno un familiare che spende tutto lo stipendio giocando alle slot e non sanno come fare. È una tragedia, non è facile indicare una via di uscita da queste situazioni. Per questo credo che dobbiamo fare la nostra parte prima che sia troppo tardi. La sala giochi che si vuole aprire a Casciana è nello stesso edificio della biblioteca, così di rende più facile l’accesso ai giovani... Non va bene».

Sono stati due casi in particolare a convincere il sacerdote che era arrivato il momento di fare sentire la voce di chi non vuole vedere in giro altre slot. «In una città del Nord Italia ci sono state famiglie che hanno chiesto al giudice l’interdizione di propri familiari vittime della manìa del gioco. Qualcosa dobbiamo fare».

Spesso questi locali, anche se non è bene generalizzare, sono frequentati da persone che non lavorano e si trascinano dietro – se non sono gestite al meglio – una serie di problemi.

«Quando un uomo spende l’intero stipendio ai videogiochi – aggiunge don Falchi – è già tardi per intervenire. Difficile spiegare a queste persone che quando arrivano a vincere hanno già perso tutto».

La raccolta di firme dunque prosegue nel prossimo settimana. Con l’auspicio che anche chi non frequenta le attività parrocchiali ma è interessato al problema possa dare il proprio sostegno all’iniziativa.

«Con il sindaco ci siamo confrontati su questo argomento. Stiamo pensando di organizzare un consiglio comunale aperto proprio per aiutare i cittadini, i giovani e le famiglie, a prendere coscienza di questo problema che non può essere trascurato».

Il parroco insiste su un punto: se altre realtà hanno provato a limitare la presenza di sale da gioco o delle slot stesse anche una realtà piccola come quella di Casciana Terme può fare la sua parte.

Alla fine, dunque, la raccolta di firme promossa a Casciana Terme finirà sul tavolo del Ministero degli Interni. Tutto sempre nell’intento di chiedere di fissare precisi limiti per arginare il proliferare delle sale giochi e delle scommesse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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