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Pontedera

«Certe istanze di Renzi dovremo farle nostre»

«Certe istanze di Renzi dovremo farle nostre»

Il segretario Pd Pasquinucci: lui più bravo su certi temi popolari Bersani conquista 3mila voti, Pontedera e il Valdarno col sindaco di Firenze

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PONTEDERA.

C’è un clima diverso nella sede del Partito Democratico di via Leopardi, rispetto a sette giorni prima. I musi lunghi sono spariti. I dati che arrivano dai seggi della città dicono che Renzi ha vinto (52 a 48, le percentuali con Bersani). Ma che il segretario del partito ha recuperato. Sono le notizie che arrivano dai primi sondaggi - e poco dopo confermati - a far tornare il sorriso in quella che, da sette giorni a questa parte, era stata definita “città martire delle primarie 2012”. Una città che si è scoperta... renziana.

L’insegnamento di Renzi. Ma, chiuse le urne, digerite le percentuali, si ricomincia. «E solo pensando a costruire il percorso che ci porterà alle elezioni politiche – spiega il segretario del Pd di Pontedera Antonio Pasquinucci – la scelta del nostro candidato premier ormai è appurata. Dobbiamo metterci pancia a terra e riflettere sui temi importanti».

Resta il fatto che Renzi a Pontedera ha raccolto più della metà dei consensi. Questo cambierà un po’ l’equilibrio “politico” del partito locale. «Non lo so – spiega Pasquinucci, cercando di esaminare a caldo la situazione – A prima vista direi di no. Non eravamo a un congresso del partito, sulla linea da scegliere. Ma solo a individuare chi ci rappresenterà, come leader, alle prossime elezioni politiche».

Occorrerà anche tener conto delle istanze che il sindaco di Firenze ha rappresentato in maniera più incisiva di Bersani. E che, probabilmente, sono gli argomenti che hanno fatto spostare i voti dall’una all’altra parte. «Certo – prosegue il segretario del Pd di Pontedera – il successo che Renzi ha ottenuto in città ci dice proprio questo: che su alcuni temi dobbiamo essere più incisivi. Alcuni argomenti lui li ha trattati meglio di Bersani. Uno su tutti: la questione dei privilegi della casta politica, che rischia di allontanare sempre più la gente. Forse su questo Bersani è stato più tiepido, rispetto al suo competitor».

C’è stato un calo di affluenza, tra il primo e il secondo turno: quasi uno si dieci non s’è presentato ai seggi. «Era fisiologico e prevedibile – conclude Pasquinucci – anche perché non ci si può dimenticare che i candidati erano due soli, e all’inizio erano in cinque. Molti hanno deciso di non votare. Altri erano impegnati».

E tanti altri che, invece, avrebbero desiderato votare, dopo la richiesta di iscrizione nelle liste elettorali fatta giovedì e venerdì, si sono sentiti rifiutare: su 3200, in provincia di Pisa, solo sette domande sono state ammesse.

Ma ai seggi, a Pontedera, quelli che si sono presentati con le mail spedite al coordinamento, hanno ascoltate le motivazioni del rifiuto e se ne son o andati. Senza votare e senza far polemiche.

Le differenze col primo turno. L’andamento generale è che, un po’ ovunque, i voti di Pierluigi Bersani sono cresciuti. Anche dove ha vinto - in percentuale - Matteo Renzi. Il segnale che chi, domenica passata aveva votato per Vendola, o per gl i altri 2 candidati eliminati e ha deciso di tornare alle urne, ha dato la propria preferenza al segretario del Pd.

In alcuni seggi della provincia il risultato è stato bulgaro: a Uliveto Terme, nel Comune di Vicopisano Bersani è stato votato da tre elettori su quattro (75,55%); a Villamagna di Volterra (73,61%), a Montefoscoli di Palaia (73,21%) poco meno.

Ma risultati plebiscitari li ha ottenuti anche il sindaco di Firenze: Matteo Renzi a Staffoli, frazione di Santa Croce sull’Arno, è stato scelto - così com’era successo al primo turno - dal 70% di quelli che sono andati a votare.

Le curiosità. A Palaia Bersani vince per un voto di differenza; tre sole schede in più per il segretario Pd a Vicopisano. Mentre a Crespina (nel solo seggio del capoluogo) i 2 contendenti si sono divisi a metà i consensi. Alle urne sono andati in 126: 63 hanno votato l’uno, 63 l’altro. A Cascina si è riproposto il risultato del primo turno: Renzi risulta il più votato solo in un seggio ( il numero 4); negli altri Bersani raggiunge il 56,28%. Succede esattamente il contrario a San Miniato, dove il primo cittadino di Firenze si impone per 61,72% a 37,86% su Bersani che nei 14 seggi dislocati in tutte le frazioni, non ottiene mai la maggioranza dei voti. Non è così a Pontedera, dove ottiene la maggioranza dei voti solo nei seggi che erano stati allestiti nelle frazioni di La Rotta e al Romito.

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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