Il Tirreno

Pontedera

Rifondazione va da sola al gran ballo elettorale

Tra pochi giorni saranno resi noti il candidato-sindaco e i membri della lista che correranno per le prossime consultazioni di Santa Maria a Monte

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SANTA MARIA A MONTE. Mancano ancora quattro mesi a quella che probabilmente sarà la data delle elezioni, il 10 marzo prossimo, ma a sinistra c'è chi già si posiziona ai blocchi di partenza. Lo rende noto Rifondazione Comunista di Santa Maria a Monte, che tramite i due membri della segreteria Cristiano Nuti e Massimo Cavallini dà il via alla campagna elettorale annunciando che a giorni saranno resi noti lista e nome del candidato sindaco, quasi sicuramente preso nei ranghi dei numerosi comitati sorti in questi ultimi cinque anni. «Dobbiamo ancora rendere tutto ufficiale in un'assemblea degli iscritti, ma ci siamo – spiega Cavallini –. La nostra scelta non è quella di un partito che voglia isolarsi, non cerchiamo il vicolo cieco, ma abbiamo dovuto prendere atto delle decisioni e dei tentennamenti degli altri soggetti del centrosinistra di questo comune».

Esito in qualche modo prevedibile specie nei confronti del Partito Democratico, con cui negli anni passati il Prc ha avuto rapporti che definire tesi è dir poco. Nella legislatura che va a chiudersi, infatti, Rifondazione aveva tolto l'appoggio alla maggioranza a causa delle divergenze sul parcheggio sotterraneo di piazza della Vittoria. «Per quanto riguarda il Pd, non è stata possibile alcuna intesa a causa di decisioni totalmente inaccettabili fatte e imposte dalla maggioranza nei confronti delle popolazioni del nostro territorio – precisa il segretario Nuti –. Sono tristi esempi di questo atteggiamento autoritario, il diniego oppostoci a ritirare la pubblica utilità sui terreni interessati al parcheggio sotterraneo in piazza della Vittoria, la cui fattibilità è saltata, com'è noto, a causa della grave crisi del Consorzio Etruria. Seguono, e scusateci se è poco, i tagli indiscriminati portati avanti da questa maggioranza in vari campi negli anni in cui il progetto di finanza era ancora in piedi». «Altro punto inaccettabile – continua – è l’autorizzazione ad un impianto a biogas a San Donato, che ha visto l'amministrazione ignorare i cittadini rifiutando di esercitare le sue prerogative, seppur limitate, contro quel progetto, in barba alle decine di amministrazioni che in questi anni hanno chiaramente dimostrato che dire “no” è possibile».

Inconcludenti, a dire dei due esponenti del Prc, le relazioni con gli altri partiti. «A Sel e PdCi avevamo proposto di fare una lista unica della sinistra, con la quale proporre un candidato ed un programma unitario – dicono –. Purtroppo, su questi punti non abbiamo ricevuto ufficialmente nessuna risposta, per questo motivo abbiamo preso la decisione di presentarci da soli».

Nilo Di Modica

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