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Pontedera

Gli allievi di Grotowski si fanno conoscere

Gli allievi di Grotowski si fanno conoscere

PONTEDERA. «È curioso», dice Mario Biagini, regista e guida dell'Open Program, uno dei due team che fanno parte del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards (di cui Biagini è direttore...

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PONTEDERA. «È curioso», dice Mario Biagini, regista e guida dell'Open Program, uno dei due team che fanno parte del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards (di cui Biagini è direttore associato), «da anni giriamo il mondo, portiamo i nostri lavori all'estero, teniamo vive interessanti collaborazioni con artisti di tanti paesi diversi, eppure il posto dove siamo meno conosciuti è quello dove abbiamo la nostra sede naturale, la nostra casa». E cioè il territorio del comune di Pontedera, dove il Workcenter ha piantato le sue radici.

«Abbiamo pensato che era l'ora di rimediare, di aprirsi di più e meglio alla gente, agli spettatori che stanno a due passi da dove viviamo. Sì, possiamo dire che con l'incontro di stamani e con lo spettacolo di sabato, l'Open Program e il Workcenter iniziano un nuovo corso e voltano pagina».

Stamani, Mario Biagini e la compagine cosmopolita di cui fanno parte gli artisti che collaborano con lui incontrano gli studenti del “Fermi”, per «uno scambio culturale e emozionale basato su testi poetici e canti». Che poi sono gli ingredienti fondamentali di “Not History's Bones – A Poetry Concert”, lo spettacolo più recente del gruppo, che sabato 1 dicembre, alle 21, va in scena al Teatro Era.

Un vero e proprio inno dedicato alla potenza visionaria della poesia di Allen Ginsberg, i cui testi formano lo spartito attoriale eseguito, oltre che dallo stesso Biagini, da Itahisa Borges Méndez (Spagna), Lloyd Bricken (USA), Cinzia Cigna (Italia), Davide Curzio (Italia), Robin Gentien (Francia), Agnieszka Kazimierska (Polonia), Felicita Marcelli (Italia), Alejandro Tomás Rodriguez (Argentina), i cui gesti, le cui voci, «propongono una sintesi vivente di poesia, musica ed azione, basati sulla poesia del grande poeta americano. Ispirandosi a stili e generi musicali diversi, il gruppo ha elaborato e composto tutte le canzoni senza disperdere la pluralità di significati, percezioni e intuizioni portati dai ritmi e dalle sonorità della parola poetica».

Il lavoro di Open Program nell’ambito delle arti performative promuove una circolazione tra gli aspetti interiori della ricerca del Workcenter e il più ampio contesto sociale. In questo senso Open Program, realtà attiva dal 2007, si avvicina al nucleo più intimo del teatro: il momento di un contatto significativo tra esseri umani.

Gli spettacoli e gli eventi attualmente proposti da Open Program sono stati creati a partire dal lavoro su testi poetici di Allen Ginsberg e su canti tradizionali del sud degli Stati Uniti.

Andrea Lanini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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