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Indagine sul medico “affezionato” agli straordinari
PONTEDERA. Dopo la denuncia presentata dall’Asl, anche la Procura di Pisa ha aperto un’indagine sul medico dell’emergenza sanitaria finito sotto indagine per aver segnato e riscosso, secondo le...
PONTEDERA. Dopo la denuncia presentata dall’Asl, anche la Procura di Pisa ha aperto un’indagine sul medico dell’emergenza sanitaria finito sotto indagine per aver segnato e riscosso, secondo le accuse, ore di straordinario durante quelli che in realtà erano turni di lavoro ordinario.
La vicenda di cui si vociferava da tempo nei corridoi dell’ospedale Lotti, dove ha sede la centrale del 118, è diventata di dominio pubblico alcune settimane fa, quando la direzione aziendale dell’Asl ha deciso di aprire una procedura disciplinare e di informare l’autorità giudiziaria di quanto stava accadendo. Ovviamente il primo ad essere sentito e chiamato in causa è stato il medico, ancora sospeso dal servizio. A lui è stato chiesto di giustificare – a dire il vero con un certo ritardo... – per quale ragione aveva fatto così spesso ricorso al lavoro straordinario. In ballo – il periodo preso in considerazione è di circa cinque anni – ci sono più di centomila euro sborsati dall’Asl senza che sia stata fatta una verifica periodica dal personale incaricato di controllare l’orario di lavoro dei dipendenti.
In pratica, secondo quanto è stato scoperto dagli stessi dirigenti del pronto soccorso e del 118, il medico arrivava all’ospedale e timbrava il cartellino delle presenze anche quando non era di turno per il servizio 118. Poi quando doveva effettuare turni di lavoro ordinario timbrava come se fossero ore in più.
Di conseguenza il suo stipendio risultava più “pesante” di quello dei colleghi e dello stesso dirigente del servizio. L’anomalia era balzata agli occhi dei colleghi quando il nostro giornale aveva pubblicato i redditi dei medici dipendenti dell’Asl 5. Qualcuno aveva anche tentato di chiedere spiegazioni, in particolare tra i rappresentanti del sindacato. Ma la diversità di stipendio rispetto ai colleghi non aveva insospettito più di tanto. Fino a quando le richieste di spiegazione ai superiori del medico oggi sospeso dal lavoro si sono fatte più insistenti. Lo scorso Ferragosto i sospetti sono diventati quasi certezze. L’ufficio legale dell’Asl e il direttore generale Rocco Damone sono stati messi al corrente della situazione.
Il medico è stato controllato e invitato a fornire una giustificazione plausibile di quel monte di straordinari in più.
Ora la vicenda è in mano alla Procura. E nei giorni scorsi sarebbero già stati convocati a Pisa, come persone informate dei fatti, due medici direttamente superiori del dottore inquisito (che abita in una frazione del comune di Cascina).
Oltre alle conseguenze penali, il dottore del 118 rischia sanzioni disciplinari abbastanza pesanti, compreso il licenziamento. La storia sta facendo parlare e molti si chiedono come mai non siano stati effettuati controlli più frequenti e cioè se vi siano state anche responsabilità da parte di chi avrebbe dovuto verificare le presenze.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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