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Pontedera

Carismi, patto tra Fondazione e Cattolica

I maggiori azionisti confermano la governance comune sull’istituto di credito di San Miniato

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SAN MINIATO. Perde peso l’azionista di maggioranza. Ma il timone della Cassa di risparmio di San Miniato resta in mamo alla Fondazione Carismi, nonostante a seguito dell’operazione di aumento di capitale la sua quota sul capitale sociale sia scesa dal 69,2% al 63,2%.

Nessun cambio di governance. L’operazione di aumento di capitale, deliberata dall’assemblea straordinaria degli azionisti del 5 settembre ed iniziata il 15 ottobre 2012 per il valore nominale di 25 milioni di euro, si è conclusa il 16 novembre con l’intera sottoscrizione delle nuove azioni emesse. Il tutto per una partita che si è giocata in casa. A sostenere la ricapitalizzazione è stata Cattolica Assicurazione, che ha investito per mantenere il livello di partecipazione al 25% del capitale della Cassa.

A fronte del nuovo livello di capitale sociale della banca, che ad oggi ammonta a 159,8 milioni di euro, suddiviso in 19.978.011 azioni, la Fondazione Carismi, Grifoni Crsm Spa e Società Cattolica di assicurazione hanno sottoscritto patti parasociali finalizzati a regolare gli assetti proprietari e di governo dell’istituto di credito. «Con la stipula dei patti – affermano i sottoscrittori – intendiamo mantenere e rafforzare ulteriormente i proficui rapporti di collaborazione, al fine di favorire il consolidamento e il rafforzamento della presenza della Cassa di risparmio di San Miniato Spa nel territorio di operatività e di garantire l’autonomia giuridica e gestionale della stessa».

Sull’ingresso di nuovi soci nella compagine di Carismi resta il velo della riservatezza. Il presidente della Cassa, Alessandro Bandini conferma che «la Fondazione Carimi non è intervenuta nell’operazione di aumento di capitale mentre Cattolica ha esercitato il diritto di opzione». Ma alla richiesta di svelare qualche nome nuovo nel panorama sanminiatese si trincera dietro il «principio della riservatezza». E ricorda che all’operazione si accompagna una quota significativa di azionariato diffuso.

«L’aumento di capitale è un passaggio importante – sostiene Bandini – Dopo la semestrale con numeri in crescita adesso questa operazione sempre nel solco del piano industriale che è portato avanti da un management competenze e con una governance della banca compatta».

L’obiettivo della Cassa di risparmio di San Miniato, oltre a consolidare il proprio peso nel territorio di competenza, è di allargare il raggio d’azione, a cominciare da Lucca e Viareggio. «La più ampia dotazione patrimoniale, permetterà anche di rafforzare il ruolo della banca e del gruppo nello scenario competitivo».

Manolo Morandini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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