Il Tirreno

Pontedera

A caccia dei giganti dell’acqua: impazza il “carpfishing”

di Andrea Lanini
A caccia dei giganti dell’acqua: impazza il “carpfishing”

Esemplari superiori anche ai venti chili tra le catture dei soci di “Foresta Sommersa” al lago del Green Park

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CALCINAIA. Viene da pensare che la vera difficoltà stia non tanto nel pescarle, queste enormi creature acquatiche, ma nel prenderle in braccio per l'immancabile foto ricordo. Nello scatto che lo vede protagonista, Daniele osserva la sua preda, una carpa “regina”, con occhi ridenti, entusiasta, ma la smorfia affaticata che gli galleggia sulla bocca tradisce lo sforzo: in effetti, il pesce pesa più di venti chili. Consuelo, altrettanto ilare, tiene in collo una carpa “specchi” di 15 chili e, saggiamente, ha deciso di fare la foto da accovacciata, in modo da ammortizzare quella mole guizzante aiutandosi con le gambe. Niente paura, i giganti dalle lunghe pinne stanno benissimo: stanno nuotando felici sui fondali del lago del Green Park, oasi verde tra Calcinaia e Vicopisano. Questa è la prima regola dei pescatori dell'associazione pontederese “Foresta Sommersa”, che ha recentemente eletto il Green Park a propria base operativa: “catch&release”. «Ovvero, dopo aver tirato su il pesce, lo si pesa, si medica il foro provocato dall'amo (che comunque è sempre privo di ardiglione), si verifica che stia bene e lo si lascia libero», spiega Pierluigi Piattelli, presidente di “Foresta Sommersa”, i cui soci (circa 250, provenienti da tutta Italia ma anche dall'estero, in particolare da Francia e Svizzera) praticano soprattutto due tipi di pesche, «quella a spinning, diretta ai pesci predatori con l'utilizzo di esche artificiali che simulano i movimenti delle loro prede naturali, e il “carpfishing”, che riguarda le carpe di grossa taglia». «Il “carpfishing”», racconta Luca Del Rosso, coordinatore delle attività del Green Park, la cui capacità attrattiva è in fase di rilancio, «più che una disciplina sportiva, è uno stile di vita. L'obiettivo primario è il contatto con la natura: alla pesca si affianca il campeggio, si prende la propria tenda e ci si piazza sulle sponde del lago, dove si resta per giorni. Il rispetto per le carpe è totale: basta vedere come ci si prende cura di loro una volta che vengono tirate fuori dall'acqua». Recintato per anni, il lago del Green Park rappresenta «un “unicum” a livello non solo regionale», dice Piattelli, «Pesco da quarant'anni e un posto così, intatto, vergine, ancora non lo avevo trovato. Qui, grazie alla generosità della nuova proprietà che gestisce il Green Park e che ha deciso di aprirci le porte, l'associazione ha trovato la sua collocazione ideale». Come spiega Del Rosso, «la società del Green Park è stata recentemente rilevata da più soci. Abbiamo fatto un'opera notevole di ripristino: ce n'era bisogno. Il Green Park nasce come struttura nel 2000 e ha la sua stagione d'oro nel periodo 2004-2005. Poi la vecchia proprietà, per una serie di problemi, ha lasciato. Le varie attività che si facevano si sono sfilacciate. La nuova società, assieme alle amministrazioni locali, sta varando un progetto importante di risanamento. L'obiettivo è quello di accontentare un po' tutti: la tenda ma anche l'albergo, così il pescatore appassionato potrà portarsi dietro la famiglia». Siamo a neanche 800 metri dal centro di Calcinaia, «ma sembra di essere in mezzo a una foresta: è questa la magia del luogo».

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