Il Tirreno

Pontedera

La difesa: «Ce l’avevamo coi politici»

I militanti protagonisti della contestazione chiariscono che la protesta non era rivolta ai bambini

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PONTEDERA. Rispediscono al mittente le accuse di xenofobia e rilanciano ponendo una serie di domande provocatorie agli organizzatori della festa di sabato al teatro Era. I militanti di Forza Nuova sottolineano che il blitz è stato organizzato per protestare contro la classe politica.

«Non vi è venuto in mente – si rivolgono a politici e amministratori locali – che la nostra contestazione non fosse diretta contro gli immigrati (e men che meno contro dei bambini) ma contro di voi, parte della classe politica che sta portando l’Italia alla rovina sociale? Crescono la disoccupazione, gli sfratti, le tasse, la disperazione sociale fino al suicidio e i nostri politici non trovano nulla di meglio che spendere soldi per eventi improduttivi? Quanto è costata la cerimonia? Con che soldi è stata pagata:  con quelli degli organizzatori, di un partito o dei cittadini italiani?

Non sarebbe stato meglio aiutare le famiglie italiane che non arrivano a fine mese, che cercano una casa e non la trovano, che soffrono la disoccupazione o hanno una pensione da fame? Parlate di solidarietà – continuano da Forza Nuova –. Non sarebbe questo il momento per i politici di rinunciare a parte dei loro stipendi e privilegi a favore dei lavoratori italiani? Sono tutti capaci di essere generosi coi soldi degli altri ma è più difficile dare l’esempio. Noi di Forza Nuova regaliamo pane al popolo, raccogliendo tra noi euro dopo euro,  voi dite al popolo di accettare un sistema asservito alle grandi  banche che lo sfruttano e lo opprimono. Invece di insultare e reagire istericamente perché non provate per una volta a fare autocritica? È onesto sfruttare il patrocinio del Comune per promuovere la proposta di legge di un partito? L’abolizione dello ius sanguinis è veramente la priorità per il popolo italiano?».

Secondo Forza Nuova, l’Italia e l’Europa non hanno più nulla da offrire agli immigrati dell’Asia e dell’Africa e sarebbe quindi più giusto «non ingannare gli stranieri e le loro famiglie con false aspettative».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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