Il Tirreno

Pontedera

Se i piccoli fanno il rumore dei grandi

di Manolo Morandini
Se i piccoli fanno il rumore dei grandi

All’esame della Direzione provinciale le richieste di cassa in deroga di 52 aziende, per un totale di 175 addetti su 320

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PONTEDERA. Un mini esercito. Che prende forma sulla spinta della crisi economica. Tante le realtà produttive che lo alimentano. Tutte piccole e piccolissime. Ma che messe insieme fanno i numeri di una grande azienda. E restituiscono uno spaccato di chi ha il fiato corto. Cinquantadue imprese. Tante sono quelle che hanno presentato domanda per la cassa integrazione straordinaria in deroga, quella speciale destinata alle piccole imprese e ai settori che non hanno la normale cassa integrazione. Le richieste domani saranno sotto la lente della commissione paritetica presso la Direzione provinciale del lavoro. In ballo le richieste di ammissione all’ammortizzatore sociale per 175 addetti a fronte di un totale di 320, per periodi che in media abbracciano gli ultimi due mesi dell’anno.

Nomi e cognomi delle attività produttive, settori di appartenenza e numeri sono riportati nella tabella in alto. A fare la parte del leone sono le aziende metalmeccaniche, sono il 35% del totale. Per settori seguono legno (15,4%), tessile (9,6%), edilizia (9,6%), calzaturiero (7,7%). Ed altri dai numeri ancor più piccoli, come gomma (5,7%) e grafica (5,7%). Il boom si è già registrato nello scorso settembre, quando le ore di cassa integrazione in deroga sono state 6.036, che equivalgono a 3.168 lavoratori, il 22% in più rispetto al trimestre precedente.

Come morde e si muove la crisi nel tessuto produttivo provinciale lo racconta proprio la lista delle imprese che pubblichiamo sopra. A scorrerla ci sono realtà più strutturate, come la Falegnameria Bertelli di Crespina che ha fatto domanda per tutti e 17 gli addetti, dall’inizio di novembre alla fine dell’anno. Alla Tintoria Tabel di San Miniato, lo stop per un mese interessa 9 dei 17 dipendenti. Mentre al solettificio New Magi di Santa Maria a Monte a fronte dei 18 lavoratori la richiesta è per tre. Alla Cte di Pontedera, specializzata nell’installazione di impianti elettrici, si contano due addetti e una domanda di cassa in deroga per uno dei due fino alla fine dell’anno. C’è anche la gelateria De Gustibus in piazza Cavour a Pontedera nell’elenco delle imprese, la richiesta di cassa è per uno dei due addetti. Anche in questo caso fino alla fine dell’anno.

A tingere di grigio scuro il 2013 non c’è solo l’altalenante mercato. Pesa anche il taglio operato on solo dalla riforma del mercato del lavoro del ministro Fornero che prevede una progressiva riduzione per la cassa in deroga fino a farla terminare definitivamente nel 2017, ma anche il taglio delle successive manovre di assestamento del governo. L’effetto è che il pacchetto delle risorse destinate alla cassa in deroga in Toscana nel prossimo anno diventerà meno della metà.

Un altro termometro delle difficoltà è dato dal confronto tra i dati di ottobre 2012 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: il balzo delle ore di cassa in deroga autorizzate è del 56%, stando alle statistiche della banca dati dell’Inps, per la cassa ordinaria la crescita è del 70% mentre per le ore di straordinaria del 56%.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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