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Usura e criminalità, «Non ci sono territori felici»

“Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Una mattina di giugno la città di Palermo si ritrovò tappezzata da volantini che riportavano questa frase. Un’idea di un gruppo di studenti...

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“Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Una mattina di giugno la città di Palermo si ritrovò tappezzata da volantini che riportavano questa frase.

Un’idea di un gruppo di studenti che è stata subito bollata come “una ragazzata”. Invece a certe idee bisogna dare voce e forza. Per liberarci dall’usura bisogna innanzitutto parlarne». È la testimonianza dello scrittore Roberto Mazzarella, palermitano purosangue e membro dell’associazione “Addio pizzo”, intervenuto al convegno “Liberiamoci dal giogo dell’usura” organizzato dal comune di Cascina. Per aprire gli occhi su un fenomeno che non è più solo meridionale. Tra le regioni “vittime” degli usurai, la Toscana è al quarto posto in Italia. Un dato allarmante, che deve per forza far riflettere. «La criminalità organizzata si muove in tutta la penisola – continua Mazzarella – e trova terreno fertile dove girano molti soldi. Non dobbiamo pensare che esistano isole felici».

Ad alimentare l’attività di chi lucra sulla pelle delle persone ci pensa la crisi economica, causa della perdita di molti posti di lavoro e delle difficoltà economiche di piccole e medie imprese. I soggetti che non hanno accesso ai canonici canali del credito bancario devono così ricorrere agli usurai per riemergere dalle difficoltà finanziarie. Ma spesso vengono fagocitati in un sistema più grande di loro, ritrovandosi strangolati dai debiti. Per fortuna sul territorio ci sono anche esperienze positive, come quelle intraprese dalla Misericordia di Cascina e da quella di Navacchio, che già in tempi non sospetti hanno attivato un centro di ascolto antiusura. Per dare un sostegno morale, ma anche economico, a chi finisce tra le mani degli strozzini. «Vogliamo ridare a coloro che sono stati bollati dalle banche come “cattivi pagatori” la possibilità di rientrare in un circuito virtuoso – spiega il presidente del Centro antiusura Cascina Massimo Del Cesta – ascoltiamo le loro esperienze e gli offriamo un’occasione di riscatto». Il prossimo passo, quello più importante, è l’accesso ai finanziamenti. «La Banca di Cascina si è mossa in questa direzione – dice il presidente dell’istituto Stefano Bertini – attivando delle speciali convenzioni antiusura». Un fenomeno, insomma, da non sottovalutare, e che ha bisogno del sostegno di istituzioni e associazioni. «Non solo per quanto riguarda i privati, ma anche le imprese – avverte Maurizio Bandecchi, coordinatore della Cna Area pisana – la nostra iniziativa “Sos imprenditori”, il primo sportello di ascolto a livello regionale per gli imprenditori in difficoltà, sta riscuotendo successo in tutta Italia. Non è facile parlare di argomenti così delicati, ma intanto bisogna darne l’occasione». Per contrastare uno dei mestieri più antichi del mondo, informare è il primo passo. Al convegno hanno partecipato anche il responsabile del Centro antiusura di Navacchio Giuseppe Barletta, e il consigliere segretario dell’Ordine degli avvocati di Pisa Alberto Marchesi, oltre al responsabile Servizi sociali del comune Claudia Del Lungo, l’assessore alla cultura Fernando Mellea e il sindaco Alessio Antonelli. Un’iniziativa che si colloca nel progetto dell’amministrazione cascinese dedicato alla legalità, proseguito con la marcia organizzata in corso Matteotti. Il ricavato verrà devoluto alla cooperativa agricola "Terre di Rosario Livatino", che gestisce beni e terreni confiscati alla mafia in provincia di Agrigento.

Lorenzo Lazzerini

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