Il Tirreno

Pontedera

l’intervista: l’assessore BELLOFATTO

Sessantamila presenze, qui si punta sul turismo

Sessantamila presenze, qui si punta sul turismo

MONTOPOLI VALDARNO. Montopoli si può definire comune turistico? Risponde, l’assessore alla cultura e turismo Dario Bellofatto. «Dalla scelta, degli anni '70, di non ospitare sul territorio comunale...

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MONTOPOLI VALDARNO. Montopoli si può definire comune turistico? Risponde, l’assessore alla cultura e turismo Dario Bellofatto. «Dalla scelta, degli anni '70, di non ospitare sul territorio comunale industrie ad alto potenziale inquinante, come quelle caratterizzanti i comuni limitrofi, fino alla scelta di porre limiti, molto stringenti, al consumo di suolo, in base al numero di abitanti, Montopoli ha incanalato la sua vocazione verso quello che è il settore turistico, salvaguardando e promuovendo lati caratteristici, come i centri storici medievali e i paesaggi tipici della tanto celebrata collina toscana».

E’ in grado di fornire dati sulle presenze?

«Al 2011 (i dati 2012 non sono ancora disponibili), abbiamo registrato più di 40 strutture ricettive: 12.000 arrivi e 60.000 presenze fanno di Montopoli un protagonista sulla scena provinciale».

Che fa il Comune per incrementare la voce turismo nel suo territorio?

«Siamo intervenuti, nell’ambito della riqualificazione dei centri storici, in piazza San Michele, a Montopoli, e a breve sul bastione a Marti. Abbiamo investito nel Sistema musale montopolese, con la nuova saletta polivalente Silvano Rabai. Abbiamo previsto la realizzazione dell'antiquarium a Marti. Promuoviamo, ogni anno, iniziative caratteristichem, come Gustopolis e la Rievocazione Storica. Collaboriamo per eventi culturali e musicali. Ancora. Con le associazioni del territorio, abbiamo promosso e appoggiato la nascita di due centri commerciali naturali a Montopoli e San Romano, e del paniere dei prodotti tipici montopolesi. Finanziamo il punto informativo. Abbiamo partecipato a diverse rassegne: l'AgriTour di Arezzo, la fiera del commercio a Milano, Vinitaly. Abbiamo deciso di non applicare la tassa di soggiorno. Contribuiamo alla manutenzione dell'Ippovia. E, in futuro: la riprogettazione della zona scuola elementare santuario di San Romano e del lungarno, presenti nel nuovo regolamento urbanistico: sono 2 esempi di come si possa pensare, in chiave turistica, un territorio».

C’è chi ha detto che il turismo è il petrolio della Toscana. E’ d’accordo?

«Con la crisi economica, abbiamo potuto constatare con mano come il turismo sia uno dei pochi settori a tenere botta. E' vero che la Toscana non può adagiarsi sulle sue bellezze culturali e naturali, perché la concorrenza si fa sempre più serrata. Deve, quindi, puntare anche su altri settori, ma sicuramente il turismo è quello da salvaguardare e su cui investire ancora molto».

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