Il presidio
Navigatori ko, turisti intrappolati nella via
VOLTERRA. Il vicolo che intrappola, complice il navigatore che sbaglia. Succede a Volterra dove fiduciosi turisti, convinti di raggiungere il centro rimangono “rinchiusi” in via della Pietraia. Dall'i...
VOLTERRA. Il vicolo che intrappola, complice il navigatore che sbaglia. Succede a Volterra dove fiduciosi turisti, convinti di raggiungere il centro rimangono “rinchiusi” in via della Pietraia. Dall'inizio dell'anno saranno più di una ventina i malcapitati che convinti di raggiungere la bellezza e i monumenti del Colle, rimangono ingoiati in una strada senza uscita. Chi l'avrebbe detto che nel XXI secolo, la tanto osannata tecnologia, quella che avrebbe dovuto semplificarci la vita, è proprio quella che la complica. Tutto inizia dalla pianificazione del percorso. Si digita "Volterra", poi si clicca su "centro città" e con fiducia ci s'incammina verso la città del "vento e del macigno".
Il percorso scorre liscio tra le curve, i cipressi e gli scorci mozzafiato. Il problema sorge una volta entrati per Porta San Francesco con direzione centro. A quel punto la tecnologia diventa dispettosa, quasi a voler far provare l’ ebbrezza dei vicoli e delle salite impetuose. Via San Lino, via Campanile per poi girare per via Ortotondo. Fino a qui, se non fosse per il divieto di transito per i non residenti, non ci sarebbe niente di strano, ma il problema arriva una volta giunti in piazzetta dei Fornelli. Invece di indicare per via Persio Flacco, il navigatore fa girare a destra. Così giù per via della Pietraia. Questa via, sconosciuta ai non residenti, è una caratteristica stradina che vertiginosamente collega il belvedere dei Fornelli con Porta San Felice.
Il problema sorge in prossimità della Porta, considerato che non si sfonda, nel senso che alla fine della ripida discesa c'è una scalinata che blocca anche l'automobilista più temerario. La via d'uscita ci sarebbe; girare per vicolo dei Ciligini o via Chinzica, ma forse è troppo per chi è abituato alla guida di grosse auto, in spazzi aperti e con il cambio automatico. La realtà quassù è diversa, cambio manuale e quindi puzza di frizione bruciata. A sfregarsi le mani sono i carrittrezzi che in agosto hanno salvato le vittime innocenti dei navigatori satellitari.
Riccardo Rinaldi
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