Il Tirreno

Pontedera

Le cucine Toncelli per fare conoscere la Valdera nel mondo

di Sabrina Chiellini
Le cucine Toncelli per fare conoscere la Valdera nel mondo

Un nuovo show room a Shanghai e un catalogo innovativo con i mobili fotografati sulle colline della discarica di Legoli

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PECCIOLI. Vendere nel mondo restando sul territorio per fare cucine di lusso, super-tecnologiche, senza rinunciare al fascino della manualità che solo la tradizione artigianale italiana, e in special modo quella toscana, può avere. Non è facile di questi tempi ma si può fare e dal sapiente lavoro del legno può nascere un’occasione di marketing territoriale per la Valdera. Che il progetto si può fare si intuisce entrando negli uffici e nel laboratorio dell’azienda Toncelli cucine, a Peccioli. Un marchio che in Italia non ha gli stessi spazi pubblicitari, e di conseguenza la stessa notorietà anche in termini mediatici, di altre aziende del settore ma che nel Far East (nell’Estremo Oriente) oltre che in Asia e in Russia è tra le più quotate.

L’idea che si può avere sfogliando cataloghi o leggendo riviste d’arredamento si completa arrivando nello showroom – qui ci sono le cucine da esposizione – che ha tutta l'aria di essere un caveau. Le soluzioni proposte per l’ambiente cucina hanno il fascino di griffati gioielli. Come, ad esempio, mobili per un sistema di arredo cucina-living in essenza di ebano, con elementi caratterizzanti “foderati” e cuciti a mano (con una precisione che solo il made in Italy può avere) di cuoio rigenerato, composti con marmo bianco di Carrara o cemento ad alta tecnologia. O con legno di noce “solcato”, ovvero taglio a sega eseguito a mano. In mostra anche veri e propri scrigni in legno intarsiato - i tre mobili del Progetto 50 - realizzati dagli ultimi intagliatori di Anghiari in provincia di Arezzo. Mobili d'arte cantina, cocktail e sigari che nascono da una contaminazione con il mobile del Settecento, a cui sono state applicate le tecnologie moderne, spiega con orgoglio Lorenzo Toncelli, amministratore delegato dell’azienda nata 52 anni fa e di cui rappresenta la seconda generazione .

Una lavorazione unica, quella del Progetto 50 che è stata possibile grazie agli allievi della scuola di Anghiari, gli unici intagliatori in grado di progettare e realizzare manufatti con una riproduzione di tipo filologico.

Anche per i mobili rivestiti in cuoio, la tecnica di realizzazione è manuale: ante impunturate, maniglie rilegate, rifiniture agucchiate sono curate dall'arte e dal mestiere di mastri sellai che lavorano il cuoio rigenerato-impermeabile e ultraresistente e che non cambia di colore nel tempo. In fondo è anche questo a fare la differenza della Aston Martin delle cucine, come viene considerata dai milionari che la vogliono per le loro case. La filosofia, spiega con orgoglio Toncelli, è quella legno lavorato nei dettagli. Questo è oggi Toncelli cucine. Un’azienda di nicchia con 32 dipendenti, un fatturato da sei milioni di euro realizzato per l’87% all’estero.

Toncelli ci spiega perché un’azienda che fa cucine può fare la sua parte nella promozione del territorio, la Valdera. Specialmente se sceglie una location insolita, come ha già fatto anche se la presentazione ufficiale ci sarà tra qualche mese, per il prossimo catalogo: le colline di Legoli, proprio quelle che sono state scelte per realizzare la discarica gestita da Belvedere spa, società mista pubblico privata. «La Toncelli sta nel territorio – dice Lorenzo Toncelli, amministratore unico dell’azienda – e non vogliamo rinunciare a questa nostra caratteristica». Molto glocal, come pensiero, pensare globale, agire locale. Prodotto italiano prima di tutto.

E da pochi mesi c’è un pezzo di Toscana e di Valdera a Shanghai dove è stato inaugurato un nuovo showroom Toncelli. Il monomarca cinese Toncelli è considerato una tappa fondamentale per lanciare il marchio nei ricchi mercati orientali. Un mercato a cui il marchio pecciolese è arrivato già da più di dieci anni, dopo successi in Corea e in altre realtà come Taipei, Singapore e Kuala Lumpur. L’inaugurazione è stata un evento di grande risonanza mediatica, con la visita del Console Generale d’Italia a Shanghai, Vincenzo De Luca. L’idea che sta alla base del nuovo “presidio” non è tanto quella di vendere al pubblico, come spiega Toncelli che trascorre molti mesi all’estero per seguire da vicino gli affari, ma di organizzare eventi dedicati ai professionisti del settore immobiliare partendo dagli studi di architettura e per finire ai costruttori. «Anche perché c’è un modo diverso di lavorare sia di progettare che di vendere le case. Chi acquista le compra con cucina e bagno compresi, già installati. Per noi è importante lavorare con i progettisti, architetti e studi professionali». Ovviamente anche se le sfide commerciali sono nuove la filosofia del prodotto è la stessa. Mobili di nicchia che escono dalla “vecchia” falegnameria che negli anni si è adeguata alle tecnologie nelle lavorazioni. Le idee uscite dalla “penna” dello studio tecnico vengono tradotte in linguaggio macchina e arrivano nel laboratorio pronte per essere affidate alle mani di chi lavora e assembla i vari componenti.

«Il nostro obiettivo è di arrivare anche nuovi mercati, come quello indiano, vietnamita e indonesiano – continua Toncelli – Al tempo stesso siamo pronti a riprenderci gli spazi che crediamo di meritare sul mercato italiano». La prossima edizione di Eurocucina a Milano, tra due anni, potrà essere un’occasione per vedere i primi risultati. «Avere un prodotto unico rispetto agli altri ci rende diversi e credo sia il nostro punto di forza. Nonostante la crisi pensiamo di poter investire anche nel selezionare una rete di commercializzazione nuova. E lo faremo scegliendo quelle realtà che vendono progetto e non prodotto», conclude l’ad di Toncelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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