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Moria di pesci nell’Emissario a Fornacette

Moria di pesci nell’Emissario a Fornacette

L’ipotesi più concreta riguarda la carenza di ossigeno nell’acqua. Campioni prelevati dall’Arpat

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CALCINAIA. Un odore forte, nauseabondo, quello che nel tardo pomeriggio di martedì ha invaso la zona del ponte sull’Emissario e della passerella, sul lato Pontedera, di Fornacette. E la gente che si è affacciata dai parapetti e dalle spallette, guardando giù, ha trovato un’amara sorpresa fra le alghe del corso d’acqua: carcasse di pesci morti, forse carpe, nell’ordine di qualche decina, che galleggiavano fra le alghe e le secche. Uno spettacolo davvero straziante, se si considera che l’agonia di qualche esemplare , che si dibatteva in preda agli spasmi, è durata anche qualche minuto. I precedenti certo non mancano fra gli specchi d’acqua e i torrenti delle nostre zone: basti pensare, per esempio, ai fenomeni che hanno falcidiato la fauna ittica dell’Usciana.

La procedura. Il copione da seguire in questi casi è ben preciso, ed è definito dalle norme della Provincia. «Per poter formulare una diagnosi che permetta di controllarne le cause sono necessari tempestività di azione, personale qualificato e integrazione tra i vari enti chiamati ad intervenire», si legge sul sito istituzionale. «In un'ottica di gestione integrata è indispensabile che tutti i soggetti operino in modo coordinato condividendo obiettivi e risultati ed evitando azioni scollegate che spesso hanno, come unica conseguenza, uno spreco di energie e di risorse. Da qui l'urgenza di informare tempestivamente la polizia provinciale, che coordinerà le successive operazioni, secondo quanto previsto dal protocollo tecnico». Nello specifico, gli agenti provinciali hanno il compito dell’accertamento preliminare; e, se si ravvisano le condizioni per un intervento, di coordinamento fra Asl, Comune, Arpat e laboratorio ittico.

I rilevamenti sul posto. La scena, a sentire da coloro che ieri mattina sono accorsi sulle rive dell’Emissario, in primis la polizia provinciale, i biologi dell’Arpat e i tecnici del Comune di Calcinaia, sembra essere quella consueta: la siccità di questi ultimi tempi ha fatto diminuire in maniera drastica la quantità di ossigeno presente nell’acqua, uccidendo i pesci. La polizia provinciale è arrivata a Fornacette in mattinata, e ha cominciato le procedure di rilevamento in collaborazione con l’amministrazione comunale. «Lì presente avevamo un nostro tecnico, Marco Ceccanti, che ha ravvisato un livello molto basso di profondità delle acque del fosso fornacettese», entra nel merito l’assessore all’ambiente del Comune di Calcinaia, Cristiano Alderigi. «La causa più probabile è quindi quella della carenza di ossigeno nell’acqua», tranquillizza. L’Arpat ha comunque prelevato campioni da analizzare, e le risposte certe saranno disponibili fra una manciata di giorni. (j.p.)

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