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Invalido a 44 anni vive con 540 euro
Per quattro volte gli hanno negato la pensione di invalidità «Siccome non ho perso la testa non mi considerano grave»
CASCINA. Una storia come di questi tempi sempre più ce ne sono. Acuita, oltreché da tutte le difficoltà che una malattia degenerativa comporta, anche da gravi problemi economici. Tutto questo, per Paolo Orlandini, 44 anni di San Frediano a Settimo, è diventato adesso un vero e proprio nodo scorsoio intorno al collo, che si stringe sempre di più ogni qual volta è costretto a scontrarsi con l’indifferenza delle varie commissioni mediche che lo hanno esaminato. E che gli hanno rifiutato il riconoscimento della completa disabilità. «Sono disperato, non ce la faccio più», si sfoga Orlandini. «Ho 44 anni, e da 8 mi hanno diagnosticato il morbo di Parkinson». Ovvero la malattia tremenda che ha afflitto anche Giovanni Paolo II, e che induce tremore incontrollato nei muscoli. Impossibile, nonostante le cure, condurre una vita “normale”, con tutte le implicazioni che l’aggettivo comporta. «A causa del morbo, qualche tempo fa ho subito anche un’operazione al cuore», continua infatti Orlandini. Il quale, oltre al danno, lamenta anche la beffa del calvario di passare da una commissione medica all’altra senza vedersi riconosciuti i propri diritti. «Ho fatto domanda ben 4 volte per ottenere la pensione d’invalidità; nell’ultima ho chiesto ai medici se avessero mai provato almeno un mese delle sofferenze che vivo io tutti i giorni. Alla fine mi hanno riconosciuto solo un 55% di invalidità, che vale solo 540 euro di pensione mensile». Il problema è che Paolo è stato licenziato ormai da un po’, e non riesce a trovare un nuovo impiego. I 600 euro del canone d’affitto sarebbero insostenibili se la moglie, operaia, non lavorasse. «Sono stato in Comune, e il sindaco Antonelli si è interessato personalmente al mio caso. Abbiamo telefonato insieme al centro per l’impiego, ma ci hanno risposto che le assunzioni, anche per le categorie protette, sono tutte bloccate». Impossibile, almeno per adesso, ottenere il 100% d’invalidità. «Mi hanno risposto che bisognerebbe essere inabili sia di testa che a livello motorio, e la mia testa funziona ancora bene. So che c’è tanta gente che sta peggio di me, non voglio fare la vittima; quella che vorrei portare avanti è semmai una battaglia di civiltà: quando leggo i giornali e vedo i cosiddetti “falsi invalidi”, mi viene una rabbia incredibile».
Jacopo Paganelli
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