Il presidio
Caso Poteco opposizioni contro Ciaponi
SANTA CROCE. «L’aver appaltato i lavori al maggior ribasso anziché con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa ed averli aggiudicati con un ribasso del 46% presupponeva due cose o il...
SANTA CROCE. «L’aver appaltato i lavori al maggior ribasso anziché con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa ed averli aggiudicati con un ribasso del 46% presupponeva due cose o il computo metrico dei tecnici dei Comuni che avevano elaborato il progetto era sbagliato, e se ciò fosse stato vero apriva seri interrogativi sugli altri progetti elaborati dagli stessi tecnici, oppure la società aggiudicataria dei lavori non li avrebbe conclusi, cosa che puntualmente si è verificata». È quanto sostengono i gruppi consiliari del Popolo della libertà e del Centrodestra per Santa Croce - Io Amo l’Italia sul completamento dei lavori di costruzione del Polo tecnologico conciario (Poteco).
Il nodo dello stallo resta l’appalto dei lavori. «Lo dicemmo in tempi non sospetti e chiedemmo la convocazione di un consiglio comunale aperto per illustrare la nostra posizione. In quel frangente venimmo accusati di essere dei disfattisti e di operare contro i nostri imprenditori. Ora alla luce dei fatti chi aveva ragione?», affermano i gruppi consiliari di centrodestra.
Sul tema rivolgono due domande al sindaco di Santa Croce, Osvaldo Ciaponi. «L’atto di transazione, visto che è una transazione, prevede un aggravio di costi e chi pagherà questi eventuali extra costi?», chiedono. La domanda è rivolta al sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi, ma auspicano anche che nel caso ci siano delle spese dovute alla transazione «non si pensi di farli cadere eventualmente sulle spalle degli imprenditori».
L’altra questione sollevata dai due gruppi d’opposizione è sui tempi. «Perché le operazioni di collaudo delle opere eseguite e la presentazione delle certificazioni di idoneità avvengono dopo la stipula dell'atto di transazione?».
Il riavvio del cantiere si accompagna, invece, ad altre questioni. «Sarebbe opportuno capire in che modo intendono affidare il completamento dei lavori, che non sono di poco conto, e che tempi sono previsti visto che l’opera doveva essere terminata entro la fine di quest’anno e diventare operativa a metà del prossimo anno». Per i gruppi consiliari «c’è solo da augurarsi che i contributi della Regione Toscana vengano mantenuti, nonostante i ritardi inevitabili, a questo punto, nella realizzazione dell’opera e soprattutto che i costi non lievitino perché se ciò avvenisse siamo certi che gli unici a rimetterci sarebbero i nostri imprenditori sempre più spesso vittime sacrificali dell’incapacità dei nostri amministratori».
La vicenda presta il fianco alle opposizioni. «Ci saremmo aspettati le dimissioni di Ciaponi da presidente del Consorzio tra Comuni e dell’ingegner Dani dall’incarico di responsabile del procedimento, purtroppo in piazza del Popolo non alloggia la modestia e il senso di responsabilità». E concludono: «Auguriamoci che gli altri sindaci, sempre silenti su questo argomento, trovino il coraggio di chiedere conto di quanto successo».
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