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Giusta la trascrizione dell’atto: l’errore è stato in consiglio

Giusta la trascrizione dell’atto: l’errore è stato in consiglio

Documenti alla mano, i capigruppo dell’opposizione assolvono l’impiegata messa alla berlina dal sindaco su Fb

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BIENTINA. Su quanto avvenuto al Comune di Bientina, con il sindaco Corrado Guidi che su facebbok ha attaccato pesantemente una dipendente per un errore in una delibera, a causa del quale è stato nuovamente convocato un consiglio comunale per il 12 agosto, si scatenano i gruppi d’opposizione.

«Prendiamo atto con disappunto – afferma Antonio De Vito, della lista civica “De Vito per Bientina” – delle affermazioni fatte dal sindaco attraverso la sua bacheca di Facebook: un attacco pieno di rabbia nei confronti di una dipendente in particolare, ma anche un giudizio pessimo nei confronti di tutto il personale, che definisce "casta di intoccabili". Spiace che il primo cittadino abbia una opinione del genere verso quelli che sono i primi suoi collaboratori di tutti i giorni, persone che contribuiscono con il loro lavoro al buon andamento della macchina amministrativa. Invece, le affermazioni fatte gettano discredito su tutta la struttura e, in maniera indiscriminata, offendono una intera categoria di lavoratori. La pianta organica del Comune è ridottissima, non ci sono né dirigenti né posizioni organizzative e i dipendenti, o quanto meno la maggior parte dei dipendenti, lavora con passione e impegno. Chi riveste ruoli pubblici non può perdere le staffe in questo modo, non può essere paragonato ad un ragazzino che chatta su internet.

L'introduzione dell’addizionale Irpef – aggiunge De Vito – era sempre stata evitata per Bientina. Il sindaco Guidi e la sua amministrazione hanno deciso di introdurla dal 2011. Siamo sicuri che non si poteva agire in altro modo, con politiche di risparmio, di controllo della spesa o altro?».

Sempre dall’opposizione, Renzo Bonicoli, capogruppo della lista “I borghi e il chiaro”, fa chiarezza sulla delibera “incriminata”, quella relativa alla modifica dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale comunale Irpef.

«La delibera inviata a Roma e redatta dall'impiegata sotto accusa – spiega Bonicoli – riflette esattamente quanto approvato dal consiglio comunale, all’inizio della tabella viene specificato che per il primo scaglione di reddito fino a 10.000 euro i contribuenti sono esenti da Irpef. Quindi dove sta l'errore? L'errore sta nel fatto che la legge dice che in mancanza di un' unica aliquota Irpef applicata a tutti gli scaglioni devono essere previsti 5 scaglioni di reddito sottoposti ciascuno ad una aliquota Irppef diversa da quella di tutte gli altri. E non 3 scaglioni di aliquote come sono stati fatti approvare al consiglio comunale in quella seduta. Chi ha redatto la successiva delibera non ha sbagliato niente , ha scritto fedelmente quanto approvato dal consiglio comunale. Hanno sbagliato chi ha proposto la tabella sbagliata all'approvazione del consiglio comunale e tutti i consiglieri ed il sindaco che per alzata di mano l'hanno approvata. Allora, chi fa parte della casta? Chi è il mistificatore? Il sindaco Guidi oppure la “povera” impiegata che ha trascritto fedelmente la delibera approvata dal consiglio?».

Bonicoli termina segnalando che in quella seduta il consiglio comunale ha anche approvato il bilancio preventivo del Comune per l’anno 2012. «Una cosa veramente ridicola – fa notare Bonicoli – dover approvare un bilancio programmatico di un anno che è già trascorso per metà. Un modo di fare che rasenta l'arroganza e la superbia da parte di chi detiene il potere e lo gestisce con spregiudicatezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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