Tra azienda e istituti bancari l’accordo è ancora lontano
PONTEDERA. Una vertenza che si avvita su se stessa. È il timore che i sindacati hanno per la vicenda legata alla Cdc di Gello e ai 127 dipendenti in cassa integrazione. Nei giorni scorsi, i...
PONTEDERA. Una vertenza che si avvita su se stessa. È il timore che i sindacati hanno per la vicenda legata alla Cdc di Gello e ai 127 dipendenti in cassa integrazione. Nei giorni scorsi, i rappresentanti dei lavoratori hanno incontrato la proprietà e alcuni membri del consiglio d’amministrazione per capire a che punto è il confronto fra la dirigenza e il pool di banche a cui è stato chiesto sostegno per il nuovo piano industriale. Le risposte avute non hanno convinto granché, nonostante l’ottimismo mostrato dagli interlocutori di Cdc. «Siamo in uno stallo che ci preoccupa – dice Ombretta Pieracci della Cgil – perché tra banche e Cdc non c’è ancora intesa sul finanziamento da erogare all’azienda per permetterle di acquisire liquidità e quindi acquistare materiali e prodotti da vendere sul mercato, ottenendo, così, quel fatturato necessario a rimettere un po’ in sesto i conti. La dirigenza e la proprietà si sono mostrate ottimiste. Ma noi temiamo che la situazione si avviti su se stessa e non si sblocchi in tempi utili per permettere ai lavoratori di cominciare ad aumentare il loro salario che è l’aspetto più preoccupante». Cdc ha 234 dipendenti. Di questi, 78 della rete commerciale e 49 della logistica sono in cassa integrazione straordinaria. I primi lavorano a orario ridotto, anche se ce ne sono una trentina a zero ore. I secondi, invece, sono virtualmente fuori dall’azienda al momento, visto che è stato deciso di affidare a una ditta esterna l’attività del magazzino. Il progetto complessivo prevede che proprio l’azienda che si occuperà della logistica assorba parte dei dipendenti Cdc che prima lavoravano in magazzino. Ma visto che l’attività della stessa Cdc sta marciando a ritmi molto ridotti, questa ipotesi per ora resta solo sulla carta. I settori in cui l’attività sta proseguendo più o meno come sempre sono l’amministrazione e l’ufficio personale. «Acquisti e vendite – riprende Pieracci – stanno lavorando poco, obiettivamente. E questo deriva proprio dalla mancanza di liquidità, senza la quale Cdc non ha futuro».
Andreas Quirici
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