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Pontedera

Sindacalista licenziato guerra azienda-Cgil

Sindacalista licenziato guerra azienda-Cgil

Era stato eletto nella Rsa appena tre giorni prima della comunicazione Il titolare della ditta: «Tutto in regola, lo dimostreremo in tribunale»

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CASTELFRANCO. Il sindacato parla di un licenziamento in tronco, di una decisione “ad nutum”, arbitraria, presa in modo «illegittimo, antisindacale e discriminatorio». Il titolare dell’azienda, invece, si dice sicuro di poter dimostrare la correttezza del proprio operato, e denuncia «un escamotage da parte del sindacato, al termine di una vicenda ormai nota da tempo».

Il caso, che proseguirà per vie legali, arriva dalla Modulgraf di Castelfranco. Lo denuncia la Slc-Cgil. «Venerdì 20 luglio, nell’azienda Modulgraf – si legge in una nota della segreteria provinciale - alla fine del proprio turno di lavoro, è stato comunicato oralmente il licenziamento di Maurizio Trincavelli, nominato rappresentante sindacale aziendale (Rsa) appena 3 giorni prima. Sempre a voce, e in presenza di testimoni, gli è stato intimato di non presentarsi al lavoro il lunedì seguente. Il rappresentante sindacale, ritenendo palesemente illegittimo il licenziamento, si è regolarmente presentato in azienda. Il datore di lavoro lo ha convocato nel proprio ufficio e, alla presenza di testimoni, gli ha nuovamente comunicato oralmente che il rapporto era già cessato venerdì e che doveva ritenersi licenziato». La Cgil, quindi, condanna il comportamento del datore di lavoro, «palesemente illegittimo – si legge - antisindacale e discriminatorio: un comportamento arbitrario con una forte carica antigiuridica e una palese violazione dei diritti fondamentali del lavoratore. Questa organizzazione intende agire in giudizio a tutela delle libertà sindacali e dei diritti fondamentali dei lavoratori, ignobilmente calpestati».

«Una questione che si trascina da anni – replica il titolare Daniele Barontini -. Il discorso è legato a nuove strategie di sviluppo per stare al passo col mercato e con le innovazioni: abbiamo prodotti nuovi da lanciare, e questo ha portato cambiamenti in azienda. Ho cercato di garantire il posto a tutti, e molti lavoratori sono stati ricollocati. Il caso in questione, invece, è un problema che si trascina da tempo e di cui il sindacato era stato informato circa 3 mesi fa». All’origine della scelta, però, ci sarebbe anche «un atteggiamento scorretto e provocatorio – dice Barontini - Alla fine il sindacato ha tentato questo escamotage, nominandolo come Rsa, credendo di metterlo al riparo dal licenziamento. Ci difenderemo dalle accuse. Il nostro legale dimostrerà che le tempistiche e le motivazioni c’erano».

Giacomo Pelfer

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