Il presidio
la critica pasionaria del professor sergio borghesi
Quando la passione diventa urla, denuncia e aspra critica. Tutti l'hanno ascoltato e tutti, o quai, applaudito. Solo una decina tra appartenenti alla giunta e alla lista civica sono rimasti in...
Quando la passione diventa urla, denuncia e aspra critica. Tutti l'hanno ascoltato e tutti, o quai, applaudito. Solo una decina tra appartenenti alla giunta e alla lista civica sono rimasti in silenzio per poi alzarsi e alla spicciolata andar via. Si parla del prof. Sergio Borghesi (nella foto), della sua pasionaria difesa per l’arte contemporanea e del quarto d'ora di ramanzina al sindaco. «Come si chiama il sindaco?» provocatoriamente chiedeva a chi ascoltava. Lo spunto è l'attacco di Vittorio Sgarbi all'arte contemporanea volterrana, ma le urla sono state per la giunta, che per Borghesi sta distruggendo il buono fatto in tanti anni. «Se nel 1500, nel 1400, 1200 degli illuminati non avessero voluto e tutelato le opere contemporanee, oggi non avremmo la Pinacoteca e i tesori che possediamo». Poi ha richiamato tutti a un impegno personale, non accettare il degrado che ora c'è a Volterra . Esempio eclatante per lui la scuola dei Cappuccini, «con il progetto di vendita si sta cancellando la prospettiva per la scuola dell'infanzia. Spreco di denaro pubblico e svendita di un patrimonio. Vergogna».
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