L’ex fabbrica del carbone diventerà un albergo
Il progetto arriva in consiglio comunale per la variante al piano strutturale Se l’idea andrà in porto ci saranno posti di lavoro e nuovi servizi
VICOPISANO. Arriva in consiglio comunale la variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico per consentire la realizzazione del progetto di riqualificazione dell’ex fabbrica del carbone a San Jacopo.
Già nel 2010 il Comune ha promosso un avviso pubblico che ha coinvolto cittadini ed operatori per esaminare proposte e programmi di potenziale intervento in variante al regolamento urbanistico.
È quindi arrivata la proposta che riguarda un’area agricola e gli edifici dell’ ex fabbrica del carbone: qui si pensa di fare un intervento per costruire nuovi alloggi, spazi direzionali, commerciali, turistico-ricettive, museali, come spiega il sindaco Juri Taglioli.
La società che ha proposto l’intervento ha chiesto di aumentare la percentuale di superficie lorda da destinare a funzione residenziale, mantenendo inalterata la quantità massima di volume recuperabile. Questa modifica comporta una modesta variazione del numero di abitanti: dieci in più di quelli previsti inizialmente.La giunta pensa di accoglierla, è pronta ad attivare l’iter urbanistico necessario.
Il comparto della fabbrica del carbone con un oleificio dismesso è abbandonato dal 1976. Ora si intravede la possibilità del recupero di un’area di pregio ambientale.
Questo programma può consentire di far svolgere alle varie parti del complesso recuperato più funzioni per la didattica, la permanenza degli operatori nonché spazi per l'ospitalità ed il soggiorno.
Il progetto nasce da una collaborazione con il Cnr che risale al 2005 e che recentemente è stato approvato da ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Tra Cnr - Ipcf (Istituto per i processi chimico fisici) c’è un accordo per programmi di ricerca nel settore olivicolo.
La partnership con il Cnr ha prodotto alcuni risultati: il marchio carta d'identità dell'olio extra vergine di oliva; il brevetto per eseguire i test e le analisi per il rilascio della carta d'identità dell'olio extra vergine di oliva, oltre alle collaborazioni esterne nazionali ed internazionali.
Gli spazi che il piano di recupero andrà ad individuare per sviluppare tali attività potranno essere arricchiti dalla presenza del museo dell'olio.
Insomma, il recupero di questi spazi (per circa 11mila metri cubi) consentirà di realizzare alloggi, una struttura ricettiva con 40 posti letto, una piscina, un ristorante, oltre al museo dell’olio.
«Speriamo di mettere sulla strada giunta un’operazione che è ferma da anni – dice il sindaco – e che avrà risvolti dal punto di vista turistico oltre a portare nuovi posti di lavoro».
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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