Il Tirreno

Pontedera

Un’area industriale all’avanguardia per Ponte a Egola

di Giacomo Pelfer
Un’area industriale all’avanguardia per Ponte a Egola

In consiglio si discute della riqualificazione della zona Il Comune vuole attingere ai finanziamenti regionali

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SAN MINIATO. L’obiettivo è avere una zona industriale moderna, curata e funzionale. Non più un insieme scomposto di capannoni e strade malmesse, ma un’area da vivere, all’avanguardia e gradevole, che diventi il primo vero biglietto da visita per le aziende.

È il futuro immaginato dal progetto di riqualificazione dell’area produttiva di Ponte a Egola, che arriverà domani all’esame del consiglio comunale di San Miniato. Un progetto che prova a centrare un bando regionale di cofinanziamento, pari al 60%, per il miglioramento della viabilità, del verde pubblico e della copertura internet all’interno delle zone industriali. Il piano ha già avuto un primo via libera dal consiglio comunale, e attende adesso le definitive delibere per l’inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche e le necessarie manovre di bilancio per la copertura degli investimenti. I punti del progetto.

«Il progetto coinvolge le aree di Romaiano e di Pruneta – spiega l’assessore Giuditta Giunti – che più di altre hanno bisogno di una riqualificazione. Il primo intervento riguarda la bitumatura, soprattutto nella zona di Romaiano, dove sarebbe previsto il rifacimento di quasi tutte le strade. In entrambe le zone industriali è prevista l’installazione di una nuova illuminazione pubblica, attraverso i cosiddetti “pali intelligenti”, che diffondono la copertura wi-fi». Sempre sul fronte di internet, si propone lo sviluppo di una rete wimax, più potente del tradizionale adsl. Il tutto accompagnato da un miglioramento del verde, con nuove piantumazioni, sistemazione delle aiuole e il rifacimento del disastrato ingresso alla zona di Romaiano. Il modello proposto dal bando è quello della cosiddetta “Apea” (Area produttiva ecologicamente attrezzata). «In Toscana non esistono ancora aree Apea – dice Giunti -: ci sono solo tre aree che hanno già avviato il percorso grazie a un precedente bando. L’idea è quella di una zona industriale dove si possa anche vivere, intesa come parte integrante della città». Il progetto, complessivamente, raggiunge circa 2 milioni di euro, di cui il 40% sarebbe a carico del comune. La discussione di domani in consiglio servirà proprio a questo, per dare al progetto le risorse necessarie da mettere in campo nei prossimi anni. «In parte – spiega l’assessore – alcuni interventi a carico del comune sono già programmati da tempo, come l’impianto di sollevamento per la messa in sicurezza dell’Egola, mentre altre sarebbero finanziate da alienazioni». Percorso e finalità. All’elaborazione del progetto, insieme agli uffici comunali, hanno concorso il Polo tecnologico di Navacchio, grazie ad un accordo con Anci Toscana, e l’università Sant’Anna di Pisa, coinvolta nell’operazione dal Consorzio conciatori di Ponte a Egola. «Sarebbe un primo passo sperimentale – dice Giunti – per arrivare poi ad un allargamento comprensoriale con la creazione di una Apea di distretto. L’unico modo per uscire dalla crisi è investire in qualità, e in questo senso siamo impegnati per stare a fianco delle aziende. Riqualificare significa creare alle imprese un biglietto da visita, per mostrare che i prodotti d’eccellenza nascono in un contesto di qualità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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