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Piaggio, vigilia fiacca in vista del vertice

Piaggio, vigilia fiacca in vista del vertice

Domani l’incontro tra le segreterie dei sindacati e il presidente del Gruppo Roberto Colaninno

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PONTEDERA. Vigilia fiacca. È questo il clima che si respira in vista dell’atteso summit tra il presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio Roberto Colaninno e le segreterie provinciali e nazionali dei sindacati. Domani alle 11 il tavolo su cui si addensano le attese per decifrare le prospettive alla ripresa delle produzioni dopo la pausa agostana.

Un incontro urgente, sollecitato dai rappresentanti dei metalmeccanici. Le segreterie puntano a decifrare quali scenari potrebbero verificarsi dato il peso di una congiuntura negativa dei mercati che non accenna a mollare. E ciò nonostante le performance della Casa di Pontedera che continua a guadagnare quote di mercato, nonostante il generale calo a doppia cifra delle immatricolazioni. Strategie ed investimenti, ma anche un passaggio legato al nodo del rinnovo del contratto integrativo, appuntamento al quale le segreterie si presentano con una piattaforma condivisa.

Il segretario provinciale della Uilm parla di «un muro, invisibile, ma reale, che sta isolando Viale Rinaldo Piaggio dal resto di Pontedera». E aggiunge: «Chi sottovaluta questo momento, particolarmente complicato, per l’economia della Valdera, non fa solo del male agli attuali dipendenti della Piaggio e del suo indotto. Mette in discussione il futuro occupazionale dei nostri giovani. Un futuro legato alla Piaggio e per il quale la Valdera non può assolutamente farne a meno. Come sindacato, in modo disarticolato, abbiamo cercato di dire qualcosa, ma sicuramente senza la necessaria determinazione richiesta. Anche molti dipendenti, hanno accumunato i venerdì festivi al clima vacanziero, senza pensare alle possibili conseguenze di questa scelta».

A proposito dei fermi della produzione in alcuni venerdì, Casati mette in luce il rumore che dovrebbe fare il silenzio che si coglie di fronte allo stabilimento tra le 12 e le 14, durante la pausa pranzo e il cambio turno. «Questo silenzio diventa assai più preoccupante, per non dire sconvolgente, se accomunato con quello che viene dalla città – sostiene Casati –. Dai cittadini di Pontedera e della Valdera, dagli amministratori, le forze politiche e sociali, dall’amministrazioni provinciale e regionale».

Manolo Morandini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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