Acqua, rimborso collettivo Parte la richiesta dal Colle
Dopo il referendum di un anno fa, già duecento le persone che aderiscono all’iniziativa di Po: la legge dice che una parte della bolletta non è dovuta
VOLTERRA. Già duecento moduli consegnati. Pronti a essere ritirati e consegnati ad Asa. Sta prendendo forma e sostanza il reclamo collettivo per chiedere i rimborsi dovuti sulle bollette dell’acqua, dopo il referendum del bene pubblico di un anno fa.
A portare avanti la campagna, in quel di Volterra, è il gruppo di opposizione Progetto Originario aderendo alla campagna di Obbedienza civile lanciata dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua.
«Appoggiamo convinti i referendum e con questa campagna chiediamo, appunto, il rispetto del voto di un anno fa: con questi moduli che distribuiamo i cittadini potranno richiedere all’ente gestore Asa il rimborso dell’importo sulla tariffa corrispondente alla “remunerazione del capitale investito”, in osservanza con quanto stabilito dal dpr 116/2011 e della sentenza della corte costituzionale 26 dell’anno scorso», spiegano dal gruppo di minoranza che sabato saranno in piazza con un altro banchino per ritirare e distribuire. In pratica dopo il referendum le società di gestione del servizio idrico non hanno più il diritto di fare utili grazie all’acqua e nel rispetto della legge, avrebbero dovuto provvedere ad abbassare le tariffe almeno del 7% che è l’importo sulla tariffa pari, appunto, alla remunerazione del capitale investito. «Poiché nessun ente gestore ha rispettato questo obbligo – continuano da Po – invitiamo i cittadini a richiedere quanto dovuto, con un apposito modulo, che provvederemo noi stessi a distribuire, ritirare e consegnare ad Asa». In un certo senso il motto del gruppo di opposizione è quello di non far finta che il referendum non sia stato celebrato.
Dopo un primo round di consegna dei moduli, ecco che anche sabato mattina nel centro di Volterra ci sarà un nuovo banchino allestito da ProgettoOriginario ancora per la consegna e il ritiro dei moduli di reclamo collettivo. In cui tra le altre cose si chiede ad Asa di “provvedere a rimborsare, entro trenta giorni dalla richiesta, quanto già dallo scrivente indebitamente corrisposto a titolo di remunerazione del capitale investito, con riguardo al periodo successivo al 20 luglio 2011”..
«Noi chiediamo e pretendiamo solo il rispetto delle regole, della democrazia e della legge – concludono – Perché adesso è così difficile tradurre in pratica un’indicazione tanto chiara, dopo il voto esplicito di 26 miglioni di italiani?»
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