Il presidio
Arpat, i sindaci chiedono tempo «I soldi per San Romano ci sono»
Telerilevamento, la Regione attende il versamento di 120mila euro dai Comuni del comprensorio Vivaldi: «Siamo disponibili a un incontro con l’assessore Bramerini per chiarire le questioni contabili»
MONTOPOLI. Chiedono «un po’ di pazienza» alla Regione i sindaci del comprensorio. I soldi per l’Arpat di San Romano saranno versati regolarmente, dicono, ribadendo allo stesso tempo, però, l’assenza di chiarimenti in merito da parte degli uffici regionali. È il botta e risposta, che corre tra Firenze e il Valdarno, in merito ai 120mila euro che i sei Comuni del comprensorio avrebbero dovuto versare ad Arpat entro il 31 marzo. Di questi, 30mila a carico dei comuni e 90mila fra aziende e privati collegati al telerilevamento, in aggiunta agli 80mila già versati dalla Regione.
Questi gli accordi pattuiti nel protocollo sottoscritto a novembre per il centro di San Romano, che i comuni hanno disatteso lamentando difficoltà legate alla chiusura dei bilanci e alla fatturazione dei contributi privati, che un tempo venivano versati ad Arpat senza passare dalle casse comunali. Ed è su questo punto che le amministrazioni hanno chiesto lumi alla Regione, incassando la strigliata dell’assessore all’Ambiente Anna Rita Bramerini, che ha spiegato come «tutti i chiarimenti erano già stati forniti nel settembre scorso».
Da qui la risposta dei sindaci, affidata al primo cittadino di Montopoli Alessandra Vivaldi come ente capofila: «Non comprendo i toni dell’assessore Bramerini – afferma – che sembra voler riaprire una discussione sterile e inutile. È superfluo ricordare a un amministratore regionale che l’erogazione della quota dei Comuni ha bisogno di essere iscritta a bilancio, e alcuni enti lo hanno approvato solo da pochi giorni. Vale la pena precisare, infatti, che il termine ultimo per l’approvazione dei bilanci è addirittura slittato ad agosto».
Anche i contributi dei privati, ricorda il sindaco, devono essere raccolti dal Comune di Montopoli, «ma è legittimo – dice – verificare la procedura per far sì che questo possa avvenire correttamente. Solo per fare un esempio la “questione Iva” non è di facile soluzione. Anche per questo i tempi di pagamento si stanno dilatando, e soprattutto su questo abbiamo chiesto lumi alla Regione: chiarimenti che non sono mai arrivati, nemmeno nelle lettere inviateci come invece sostiene Bramerini».
Vivaldi ricorda che «i comuni e le aziende convenzionate hanno sempre risposto in termini economici per il mantenimento del servizio di San Romano. Il protocollo, infatti, ha preso atto di questa situazione economica che esiste da quando c’è il servizio. Successivamente, Comuni, Arpat e Provincia sono stati impegnati anche nell’elaborazione del disciplinare che si è chiuso solo poche settimane fa». «Chiedo – conclude – a nome di tutti i sindaci, un po’ di pazienza a Bramerini, non dubitando dell’importanza del servizio locale, e rinnovando la disponibilità a un incontro per dirimere le questioni contabili».
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