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Il fontanello è spremuto Il Comune mette le regole
Ordinanza del sindaco e divieti per evitare un uso improprio della risorsa da aprile a ora sono stati erogati circa 15mila litri di acqua di alta qualità e gratis
SAN FREDIANO A SETTIMO. Da aprile a oggi, cioè da quando è stato inaugurato il fontanello pubblico a San Frediano a Settimo, sono stati consumati circa 15mila litri di acqua. Un discreto quantitativo. E questo crea “ingorghi” e lunghe attese davanti alla fonte con cittadini che si contendono l’acqua gratuita. Ecco che il sindaco di Cascina Alessio Antonelli è corso ai ripari con un’ordinanza che regola il prelievo d’acqua di alta qualità dal fontanello che si trova in piazza Carlo Cacciamano.
Il provvedimento del sindaco arriva proprio con queste premesse: il prelievo di acqua di manifesta superiore rispetto ai quantativi di previsione e con l’estate in corso è fondato prevedere una richiesta di erogazione ancora maggiore dell’attuale.La fonte è stata “spremuta” dai cittadini che, evidentemente, colgono ogni occasione per cercare di fare quadrare i bilanci familiari. Ma questo ha fatto aumentare i costi di gestione. Il Comune ha anche la necessità di fare in modo che siano garantite le condizioni igienico sanitarie ottimali del punto di erogazione e dell’acqua erogata. Ecco che sono scattati una serie di divieti scritti nero su bianco nell’ordinanza. Come quellodi utilizzare l’acqua erogata dall’impianto per il risciacquo dei contenitori. È vietato utilizzare l’acqua erogata dall’impianto per usi diversi dal consumo ad uso alimentare; applicare o accostare al rubinetto di erogazione dell'acqua dispositivi di vario genere per consentire modalità anomale di prelievo. È vietato toccare o imbrattare l’erogatore. E commercializzare l'acqua prelevata. Per garantire le proprietà igienico sanitarie dell’acqua prelevata : effettuare frequenti approvvigionamenti evitando grandi scorte. Utilizzare bottiglie e contenitori da adibire esclusivamente a questo tipo di acqua e successivamente,prima di ogni prelievo, verificarne la pulizia. Per garantire il diritto all’approvigionamento da parte di tutti gli utenti interessati, con tempi ragionevoli di attesa,ed evitare sprechi che gravano inutilmente sui costi di gestione dell’impianto: è consentito il prelievo fino ad un massimo di 10 litri a volta di acqua naturale o gassata. I “furbetti” rischiano una sanzione da 25 a 500 euro.(s.c.)
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