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I giudici “correggono” il bilancio di San Miniato

di Giacomo Pelfer
I giudici “correggono” il bilancio di San Miniato

La Corte dei conti segnala al Comune alcune «criticità o irregolarità» Ferraro: «Si conferma una consolidata e pluriennale cattiva gestione»

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SAN MINIATO. Un bilancio da correggere, segnato da alcune «criticità o irregolarità», che potrebbero indirizzare il Comune «verso condizioni di difficoltà strutturale». È il campanello d’allarme della sezione di controllo regionale della Corte dei Conti, suonato il 3 maggio scorso nei confronti del Comune di San Miniato.

Ad attirare l’attenzione della Corte è soprattutto la presenza di «residui attivi vetusti, costituiti in anni precedenti il 2006», che sollevano «dubbi – si legge - sulla veridicità e attendibilità delle partite conservate nella gestione residui». Si rileva anche che «la gestione di parte corrente ha registrato un risultato negativo», frutto, secondo la Corte, «di una strutturale mancanza di entrate di natura ricorrente e stabile». La relazione parla poi di «difficoltà nella gestione della spesa di investimento», la «non corretta allocazione in bilancio di alcune risorse», nonché la «presenza di una bassa velocità di riscossione di entrate provenienti da esercizi precedenti il 2006». Pertanto, si conclude, «la sezione esprime dubbi sulle condizioni strutturali del bilancio e sulla sua tenuta nel lungo periodo. Non essendo, tuttavia, emersi elementi significativi a favore dell’ipotesi di dissesto, si invita comunque l’ente ad attivarsi per correggere gli aspetti critici rilevati».

Il Comune di San Miniato, nelle controdeduzioni inviate alla Corte in vista dell’esame del 3 maggio, illustrava la natura dei residui attivi in bilancio, tra cui 173mila euro di accertamento Tarsu per l’anno 2002, «oggi completamente incassati». Fra le somme tutt’ora da incassare, invece, spiccano soprattutto i 168mila euro per servizi educativi e scolastici, «oggetto di ingiunzione di pagamento». Altri 183mila dovrebbe arrivare a risarcimento di un intervento di bonifica per un sito inquinante, «per il quale – spiega il Comune – è in corso una causa civile», e «l’ente procederà coattivamente».

«Quanto contenuto nella pronuncia della Corte dei Conti – attacca il capogruppo Pdl Roberto Ferraro – conferma una consolidata e pluriennale cattiva gestione del Comune, che ha dato luogo, per usare le stesse espressioni dell’organo di controllo, a criticità e gravi irregolarità». E aggiunge: «Il Comune avrebbe potuto avere la mano meno pesante nel determinare le aliquote Imu e Irpef, se le risorse finanziarie necessarie fossero state reperite con una migliore gestione, ad esempio con una più puntuale azione di riscossione dei crediti arretrati, che a fine 2010 ammontavano a ben 20 milioni. Come sempre, invece, i nostri suggerimenti sono stati disattesi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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