Il Tirreno

Pontedera

Alla scoperta dei sei maghi dei fornelli

di Giacomo Pelfer fotoservizio Franco Silvi
Alla scoperta dei sei maghi dei fornelli

Chi sono i sei protagonisti che si sono sfidati nella finalissima del concorso delle ricette

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SAN MINIATO. Per qualcuno è una passione che si tramanda da generazioni. Per molti altri è un passatempo figlio della necessità, che pian piano ti prende e ti coinvolge. È un amore in espansione quello per la cucina. Una passione che è anche figlia dei tempi, non più appannaggio esclusivo del gentil sesso, e divenuta ormai anche una buona alternativa alle sempre più proibitive cene fuori casa. Un quadro tracciato alla perfezione dai concorrenti della prima edizione de “Il Mestolo del Tirreno”, che ha messo in competizione oltre 50 ricette dei nostri lettori. Una sfida tra pentole e fornelli, a caccia dei piccoli grandi chef che nelle proprie cucine nascondono tutta la maestria, i sapori e quel pizzico di genio e fantasia che rende unica la tradizione culinaria toscana. Scorriamo quindi i sei protagonisti delle ricette finaliste, ammesse alla serata di mercoledì al ristorante “Il Convio” di San Miniato, seguendo passo passo la classifica finale scaturita dai voti dei partecipanti, uniti al giudizio della giuria tecnica presieduta dall’enogastronomo Enrico Bimbi.

L’insalatina di soppressata. Vincitrice del concorso, il piatto di Sabrina Di Sandro, di Montopoli, che ha portato in tavola un’insalatina di soppressata e finocchio insaporita con arance selvatiche. «A prima vista una ricetta banale – dice – ma la sua particolarità è a monte, nella qualità dei prodotti, perché i buoni ingredienti danno quasi sempre ottime ricette». Impiegata alla “Ingrofrut” di Castelfranco, ingrosso di frutta e verdura, Sabrina ha saputo esaltare al meglio la soppressata della famosa norcineria Marianelli di Montopoli, realizzata alla vecchia maniera con il maiale grigio toscano. Una passione scoccata subito quella per la cucina: «Fin da piccola – racconta – già quando giocavo con i ciottolini. Ho sempre amato le verdure e i piatti semplici, così ho pensato a un abbinamento che esaltasse i sapori della soppressata, proposta in una forma diversa ed estiva».

Il carré di maiale alla Daniele. Staccato a breve distanza, troviamo il tenero carré di maiale di Daniele Geri, residente a Pontedera ma proprietario di una piccola struttura ricettiva a San Gervasio, il Podere La Pergola, gestita con la moglie Carolina, di origine tedesca. «Non facciamo ristorazione – precisa – ma ogni tanto organizziamo qualche cena per gli ospiti. E questa è la ricetta che fa impazzire i tedeschi». Alla base una crema di aglio, rosmarino e pepe, lasciata a insaporire il maiale per almeno tre giorni, prima della cottura a 140 gradi per circa 2 ore e mezzo. «I miei genitori avevano un ristorante – spiega Geri – e mi hanno lasciato l’amore per la cucina. La grande passione è la carne: mi piace sperimentare nuove ricette, purché ci sia sostanza».

La trippa croccante. Arrivata al “Convio” con tanto di tifo da stadio, la santacrocese Grazia Cantini ha guadagnato il terzo gradino del podio. Impiegata presso il 118 dell’Asl di Empoli, ha proposto un piatto immancabile della tradizione, la trippa, in una versione innovativa. «È un piatto particolare – dice – che non piace a tutti, così ho pensato di gratinarlo in forno per renderlo più gradevole». Una passione, quella per la cucina, condivisa con amici e familiari: «Mio marito è l’assaggiatore ufficiale, anche se spesso invito gli amici a casa mia per fare qualche prova».

La zuppetta di asparagi, vongole e polenta. È forse l’abbinamento più ardito di tutto il concorso quello di Simona Pellegrini, di Casteldelbosco, con la sua zuppa di asparagi, vongole veraci e polenta fritta. «Una ricetta che ho ideato appositamente per Il Tirreno – spiega – cercando un accostamento creativo e fuori dal comune». Solo uno dei tanti esperimenti per Simona, che ogni giorno, in casa, sforna pane fresco e schiacciate di ogni tipo, e che spesso è impegnata ai fornelli anche per l’associazione ricreativa “Il Castello”. «Adoro fare tutto in casa, come la pasta ripiena – dice -. Questa iniziativa mi è piaciuta subito; ringrazio Il Tirreno per l’opportunità, e soprattutto i cuochi del “Convio” che ci hanno fatto sentire davvero come a casa».

Le uova trippate. Ricetta che sbuca dal passato quella di Giuliano Marrucci di Perignano, pensata per ingannare gli occhi e il palato. Sembra di mangiare la trippa, e invece di carne neanche l’ombra. «Una ricetta povera – spiega - che si faceva negli anni Cinquanta, quando c’erano meno soldi per le tasche. Si preparava la stessa identica salsa che si fa per la trippa, e poi ci si mescolava insieme una frittata tagliata in pezzi. Pian piano certe ricette stanno tornando». Pensionato, un tempo impegnato in falegnameria, Marrucci si divide oggi fra il volontariato nei Fratres e la cucina. «Vivo solo – dice – e quindi mi sono sempre dovuto arrangiare, anche se la cucina per me è una passione di famiglia».

Il Tramezzovo. Una via di mezzo innovativa tra un’omelette e un tramezzino. Nasce così il “Tramezzovo” di Barbara Simoncini, sempre di Perignano, ammessa alla finale per il boom di oltre 400 tagliandi arrivati in redazione per la sua ricetta. «Un giorno mi è venuta l’idea di uno stuzzichino diverso – racconta – fatto senza pane e quindi privo di glutine e carboidrati». Titolare di una lavanderia, Simona dedica sempre una buona fetta del suo tempo tra i fornelli. «Mi piace sperimentare, e così è nata questa sorta di merenda dietetica che si presta perfettamente ad ogni tipo d’ingredienti».

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